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25 APRILE : IL SINDACO “LA PIU BELLA DELLE FESTE NAZIONALI”.

By on aprile 25, 2016 0 213 Views

Oggi 25 aprile, nel 71° anniversario della Liberazione, si è svolta a Cento la cerimonia della benedizione e deposizione di corone commemorative davanti ai Monumenti ai Caduti  in contemporanea con le cerimonie  nelle Frazioni.

A Cento, con la presenza del Sindaco e delle rappresentanze delle autorità militari, civili e religiose, il corteo, preceduto dalla Banda G. Verdi di Cento, è partito da Porta Pieve, proseguendo per Via A. Bonzagni, Ugo Bassi e Matteotti, sostando davanti alla lapide di Casa Vittorio Falzoni Gallerani, al monumento ai Caduti  e di fronte al Palazzo del Municipio.

In Piazza del Guercino il primo Cittadino, ha poi letto l’intervento commemorativo che, ha anticipato, è uguale fra tutte le Frazioni, affinché “tutta la comunità festeggi con lo stesso sentimento”.

Un intervento che proclama l’importanza ed il significato della festa che “È la più bella delle feste nazionali “, quella più carica di significati, il prerequisito per tutte le altre celebrazioni.

“Le elezioni amministrative che si stanno avvicinando”, sostiene sono “ espressione massima della libertà di una comunità, la nostra, che può serenamente scegliere i propri amministratori.”

Il sindaco continua  che i giovani sono sempre stati messi al centro di questa festa, riferendosi al concorso  per la creazione del manifesto”che quest’anno è stato vinto da Candida Mantovani della 3° Q dell’Istituto Professionale F.lli Taddia di Cento ed al fatto che l’edizione di caro nonno incroci il 25 aprile, perché,  “i palloncini che concluderanno l’iniziativa 2016 siano anche un segno di libertà e di passaggio di testimone fra le generazioni.”.

 “Questa festa rimane sempre giovane come lo spirito di chi ama la libertà”

Dopo l’intervento (che di seguito riportiamo nella versione integrale)  il Sindaco ha ceduto la parola alla giovane Federica Zarrillo, Segretaria Anpi di Cento, che a nome di un’associazione “che è ancora viva” , ha posto all’attenzione dei partecipanti alcuni momenti di riflessione sul significato che ha oggi questa festa e che cosa è oggi il fascismo.

Citando alcune parole di Pasolini che la Zarrillo ritiene attualissime, per portare ad una presa di coscienza di quello che succede attorno a noi,   “la grande eredità del vivere civile auspicata dai partigiani e dalle partigiane, oggi, a 71 anni di distanza, noi abbiamo il compito di portare avanti i preziosi valori della resistenza, che abbiamo ricevuto” e questo è possibile solo “coltivandoli, proteggendoli e mettendoli in pratica ogni giorno”,

Ricordando  il 70° anniversario della repubblica italiana  ed il 70° anniversario del voto alle donne, ha ceduto la parola ad Adelmo Franceschini, che porta una testimonianza importante  ” per ricordare e non dimenticare mai”.

Franceschini, nato a Sala Bolognese.ex deportato, fu uno dei 650.000 militari italiani che dopo l’8 settembre 1943 furono presi dai nazisti e deportati nei campi di concentramento.

Aveva 18 anni  e si era rifiutato di tornare a combattere per la repubblica sociale ed i nazisti che avevano occupato il paese: è ritornato a 21 anni .“Se vogliamo ricordare degnamente i caduti, i partigiani che hanno combattuto” dice Franceschini, “dobbiamo farlo con lo sguardo rivolto a quello che succede oggi, in Italia, in Europa e parte del Medio Oriente e dell’Africa. La democrazia e la libertà non è mai un fatto scontato, il fascismo e il nazismo non è stato un incidente della storia, ma  hanno governato  per molti anni con il consenso del popolo italiano e di quello tedesco , quindi dobbiamo sempre essere attenti perché la democrazia e la libertà è sempre messa in discussione.” Affrontando il tema dell’indifferenza, facendo un parallelo fra coloro che conducevano “per mano” i bambini nelle camere a gas, riferendosi a quello che succede ora, “Non possiamo essere indifferenti di fronte a bambini che muoiono annegati nel Mediterraneo, non possiamo non considerare anche questo un crimine che va condannato, un crimine che passa nell’indifferenza dei popoli europei” L’indifferenza è il grande male di cui anche il Papa ne parla tutti i giorni e, citando  Luther King  “non ho paura dei violenti, mi fa paura l’indifferenza degli onesti” conclude dedicando la giornata del 25 aprile alla libertà ed alla lotta all’indifferenza.

lodi3Discorso ufficiale del Sindaco – Testo integrale

Il 25 aprile è la più bella delle feste nazionali.

La Repubblica italiana celebra con giornate come questa alcuni momenti importanti e ciascuno di essi rappresenta un pezzo dei nostri valori comuni: di quella piattaforma di sentimenti su cui è costruita la nostra comunità allargata, la nostra Repubblica.
Tra questi momenti il 25 aprile è certamente quello più carico di significati.
A ben guardare la festa del 25 aprile è prerequisito per tutte le altre celebrazioni.
Oggi, infatti, ricordiamo il sacrificio di quelle generazioni che ci hanno donato la libertà; oggi ricordiamo la vittoria del bene sul male, dell’amicizia sulla tirannia, della solidarietà sulla dittatura, della Libertà sulla violenza.
Oggi ricordiamo la guerra partigiana, ricordiamo l’impegno e le difficili scelte dell’esercito italiano e di quella parte di esso che seppe schierarsi contro fascismo e nazismo; ma soprattutto oggi gioiamo per la libertà acquisita e da 71 anni difesa, giorno dopo giorno, da ciascuno di noi singolarmente e dalle nostre Istituzioni in maniera corale.

La libertà, si diceva, è il prerequisito per ogni altra festa nazionale: non ci sarebbe infatti il 2 giugno e la celebrazione per la Repubblica se non ci fosse libertà.
La Repubblica è solo uno strumento: una forma di Stato e di governo scelta democraticamente dagli Italiani perché desse anima e corpo alla ritrovata libertà.

Senza libertà non ci sarebbe nemmeno il 4 novembre, Festa dell’Unità Nazionale. Perché la nostra nazione è una proprio nella ritrovata capacità di autodeterminarsi ed esprimersi liberamente.

In fondo anche il Primo maggio, che celebreremo tra qualche giorno, è una festa di libertà o comunque è una tensione verso la libertà: la libertà che il lavoro ti garantisce, quale mezzo di realizzazione e strumento per superare i bisogni materiali.

Questo 25 aprile 2016 ci avvicina anche alle elezioni amministrative, espressione massima della libertà di una comunità, la nostra, che può serenamente scegliere i propri amministratori.

Anche quest’anno l’amministrazione comunale ha, come sempre, messo i giovani al centro di questa festa con il concorso per la creazione dello splendido manifesto che celebra la ricorrenza e con alcuni incontri tesi a far capire quali sono i valori che stanno dietro quel manifesto e dietro a questa festa.

E’ molto bello che l’edizione 2016 di “Caro nonno” incroci il 25 aprile perché quei palloncini, che si alzeranno verso il cielo a conclusione di questa grande manifestazione che mette insieme bambini ed anziani, siano anche un segno di libertà e di passaggio di testimone tra le generazioni.

Ecco allora che questa festa rimane sempre giovane come giovane è lo spirito di chiunque ami davvero la libertà.

Dobbiamo tutti assieme restare sempre in guardia per ricordare l’uno all’altro che dietro l’angolo c’è sempre il rischio di dare per scontata questa libertà e invece ciò che abbiamo ereditato dalle generazioni che furono deve essere curato e trasmesso con amore alle generazioni future.

La nostra società oggi è chiamata all’ultima sfida: la sfida di mantenere immutato quello spirito di amicizia e coesione sociale che ritroviamo nelle foto delle milioni di persone che si riversarono nelle piazze il 25 aprile di 71 anni fa e con il medesimo spirito affrontare le difficoltà che il nostro Paese ancora vive; fuggendo la demagogia e la facile scorciatoia della guerra di tutti contro tutti.
Confidando nella certezza che solo Uniti, come popolo libero, possiamo affrontare e vincere qualsiasi difficoltà.

Che il 25 Aprile sia per ciascuno di noi una grande festa di libertà personale e collettiva!

Viva l’Italia, una, libera repubblicana, solidale ed accogliente.

Piero Lodi
Sindaco di Cento

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