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BENITO MUSSOLINI E’ ANCORA CITTADINO ONORARI DI CENTO?

By on novembre 22, 2019 0 27 Views
Nell’ultimo Consiglio Comunale l’argomento, richiamato dal Consigliere Marco Mattarelli, ha destato non poche perplessità fra i presenti.
A fare chiarezza su come agirà l’amministrazione a tal proposito un comunicato del Sindaco Toselli:
Come anticipato nel corso della seduta del Consiglio Comunale di mercoledì 20 novembre, sono stati condotti approfondimenti circa il conferimento della cittadinanza onoraria di Cento a Benito Mussolini.
«Analizzeremo la proposta di revoca in Commissione Consiliare Terza – riferisce il sindaco Fabrizio Toselli -. La commissione, a cui forniremo tutti gli elementi storici e procedurali, è infatti deputata a condurre l’istruttoria per l’attribuzione della massima onorificenza cittadina. Procederemo in tal senso anche se voglio rimarcare che questa non è certo la priorità per il territorio centese. A tal proposito faccio due considerazioni: da una parte credo che la storia abbia già emesso i propri verdetti, dall’ altra mi chiedo il motivo per cui nessuno se ne sia mai interessato, né con ricerche né con proposte, sino a questo momento e voglio sperare che non si entri nel campo delle strumentalizzazioni».

Da quanto emerso dalla ricerca condotta all’Archivio Storico dalla responsabile Maria teresa Alberti, il 24 maggio 1924 l’assise centese ha proposto e votato il riconoscimento. In quella giornata ricorreva il nono anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia e vennero organizzati in una Cento addobbata da luminarie, in mattinata, un concerto dalla banda cittadina e, nel pomeriggio, un Consiglio Comunale, convocato in sessione straordinaria, a cui partecipò il sotto prefetto del circondario Domenico Pellegrini.

All’epoca era sindaco Livio Levi, ebreo, primo cittadino dal 1923 al 1927: erano ancora lontani i terribili momenti delle Leggi Razziali, applicate in Italia dal 1938. «La guerra – disse -, gloriosamente combattuta e vinta per l’eroico sacrificio dei nostri fratelli, non si chiuse con la battaglia di Vittorio Veneto, ma continuò ancora contro i nemici interni per opera di Benito Mussolini che, intuendo il pericolo che minacciava la Patria per la debolezza dei governanti e le aberrazioni di diffamatori della vittoria, salvò la nazione dalla rovina economica e politica e la portò romanamente grande e rispettabile a quella altezza assegnata dalla forza e dalla capacità del suo popolo». E aggiunse. «La cerimonia di oggi, che si compie in tutti i comuni grandi e piccoli, vuole essere l’esaltazione dell’interventismo tenace di pochi, del valore dei mutilati e dei combattenti, l’apoteosi della vittoria, che si alza in piedi e rigetta il fango contro quelli che volevano infrangerla, rappresenta l’Italia in cammino verso i suoi fulgidi ed immancabili destini». Al termine del discorso venne proposto da parte della giunta il conferimento di cittadinanza onoraria a Mussolini, conferita per acclamazione da tutti i 15 consiglieri: gli assenti Giovan Battista Plattis e Renzo Tosi avevano comunque inviato per iscritto la loro piena adesione.

Fra gli interventi quelli dell’avvocato Licinio Pedrini, del liberale Umberto Gigli e dell’avvocato Ivo Diozzi.

Dagli atti emerge inoltre che nel corso della seduta consiliare successiva al conferimento della cittadinanza onoraria, il 29 giugno 1924, il sindaco Livio Levi commemorò l’omicidio di Giacomo Matteotti. «Come fascista e come sindaco esprimo il più alto senso di deplorazione per il delitto avvenuto – affermò -… Poiché tutti i morti, di qualunque parte, pesano sulla coscienza, cessi la lotta fratricida e si avverino il congiungimento e la pacificazione di tutti gli italiani. … Infine un saluto reverente al nostro cittadino onorario, Benito Mussolini … che possa egli circondarsi di uomini nuovi, capaci ed onesti».

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