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CENTO HA RESO OMAGGIO A MARIA MAJOCCHI, JOLANDA

By on dicembre 10, 2017 0 262 Views
«Una delle migliori scrittrici italiane». Era già riconosciuto nel Novecento l’alto valore Maria Majocchi Plattis, Jolanda: l’autrice centese che ha occupato appunto un posto di rilievo nella galleria delle scrittrici italiane fra ‘800 e ‘900. Un’artista la cui fama è giunta anche all’estero grazie alla pubblicazione dei suoi romanzi – “Le tre Marie” raggiunse le centomila copie -, di novelle, breviari intimi, interventi per la rivista letteraria ‘Cordielia di cui divenne anima, «silenziosamente scritti sotto il paralume color di rosa».
Cento le ha recentemente reso omaggio, in occasione del centenario della morte: nata il 23 aprile 1864, scomparve a soli 53 anni l’8 agosto 1917, mentre ancora imperversava la guerra.
La conferenza concerto ‘Salotto musicale dell’Ottocento in Casa Majocchi’ ha gremito il Teatro “Giuseppe Borselli”, organizzato dall’assessorato ai Servizi Bibliotecari del Comune. Musiche di Beethoven, Chopin, Massenet e Mascagni sono state eseguite dalla violinista Cristina Alberti e dalla pianista Debora Villani, alternate con letture tratte dalle opere di Jolanda grazie alla voce di Maurizia Cristofori e Alessandro Ramin e contestualizzate nell’ambiente e nello spirito dell’epoca dallo storico della musica Adriano Orlandini.
«Nel ’97 si è tenuto un importante convegno sulla scrittrice – ha spiegato l’assessore Mariacristina Barbieri -, mentre quest’anno vogliamo condivide un altro aspetto peculiare: quello della musica, dei salotti musicali che si tenevano in casa Majocchi, in via Gennari. Proprio l’abitazione oggi è in fase di ristrutturazione, ma la proprietà si è resa disponibile a realizzare, a lavori ultimati, un’iniziativa cultura importante nel nome di Jolanda».
Nel contesto dell’evento al Teatro “Giuseppe Borselli” anche una mostra bibliografia con i romanzi della scrittrice e alcune annate della rivista ‘Cordelia’; con le pagine del romanzo ‘Le ultime Vestali’, illustrato dall’architetto centese Giuseppe Costa, nella cui ambientazione reggiana si riconosce Cento; con la raccolta ‘Fiori secchi’, di pagine di quotidiani e periodici dell’epoca; con il tagliacarte in argento di Jolanda recante il suo motto ‘per aspera ad astra’, prestato da Annalisa Bregoli.
Poi il coinvolgente racconto di Orlandini, a partire dall’importanza della famiglia Majocchi: il padre, commendatore Antonio Maiocchi, fu consigliere provinciale e tre volte, per 17 anni, sindaco di Cento. Una famiglia in cui la musica ebbe notevole rilevanza: a metà del ‘700 la famiglia acquistò il Teatro Vicini o dell’Aurora, opera del Bibbiena, mentre agli inizi dell’ ‘800 Michele Majocchi acquistò il Teatro Sampieri, poi Majocchi. Il nonno, il celebre filologo Gaetano, si diplomò in fagotto, il padre si dedicò allo studio del flauto, le tre figlie Gabriella, Clementina Laura e appunto Maria si esibivano in concerti pubblici, ma soprattutto dell’ensamble i concerti più importanti erano quelli durante le feste di carnevale, insieme anche ad Amalia Sarti, famosa per essere stata l’unica donna ammessa in orchestra da Arturo Toscanini.
Nelle note ascoltate la stessa «pienezza del sentire» delle pagine di Jolanda.
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