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CENTO VA AMATA: NON LA SI USI PER ALTRI SCOPI

By on febbraio 26, 2021 0 38 Views

Ritorna,dopo qualche giorno, il tema caldo delle elezioni comunali. Ad intervenire, inviando ai giornali il suo pensiero, Diego Contri, già candidato a Sindaco ed ora vice Presidente del Consiglio Comunale.

Così Contri oggi: “Cento merita di essere amata e non usata.
Le prossime elezioni si avvicinano e i centesi saranno chiamati a decidere chi dovrà riportare Cento ad essere la Città che è stata.
Oggi c’è chi cerca l’appoggio dei partiti e c’è chi vede i partiti come il problema da tenere lontano
Personalmente credo che il nuovo Sindaco dovrà coinvolgere attorno a se tutti coloro che con la loro esperienza, lavorativa, nel sociale, nella famiglia e anche nella politica, possano dare un contributo
Oggi più che mai colui che sarà alla guida di Cento non dovrà mettere dei paletti per escludere ma dovrà, con la mente aperta, essere il più inclusivo possibile.
Cento potrà tornare a splendere, se come un diamante, riuscirà a valorizzare ogni sua singola sfaccettatura.
Fare il Sindaco della propria Città lo ritengo l’onore più grande si possa avere, in campo lavorativo, ma comporta l’onere di ascoltare senza fare false promesse e di essere presente agli appuntamenti; i cittadini meritano rispetto.
La scuola dovrà essere al centro di un programma elettorale, il futuro dei nostri figli è fondamentale, come la valorizzazione dell’ Ospedale per il bene di tutti.
Aiutare le attività commerciali e creare nuove opportunità di lavoro assieme al decoro urbano vanno affrontati nei primi giorni del prossimo mandato non c’è più tempo da perdere.
Oggi più che mai noi centesi dovremmo pensare cosa possiamo fare per la nostra Città e non aspettare che sia il contrario, sperando che venditori di fumo risolvano i problemi , la prima cosa è votare senza pregiudizi come si è fatto purtroppo in passato.

Ci sono centesi che da anni all’interno delle associzioni o nella vita pubblica lavorano quotidianamente senza cercare ne soldi ne fama, solo per amore del propio territorio; è da queste persone che bisogna partire per rinascere”.

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