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DAVVERO SUGGESTIVA LA CERIMONIA DEL 25 APRILE A CENTO

By on aprile 25, 2019 0 189 Views
Il 74° anniversario della Liberazione è stato celebrato con cerimonie in tutti i centri del territorio comunale centese: nel capoluogo, accompagnata dalla banda ‘Giuseppe Verdi’ di Cento, ad Alberone, Buonacompra, Casumaro, Corporeno, XII Morelli, Renazzo e Reno Centese.
Particolarmente suggestivi i cortei con deposizioni di corone ai monumenti ai caduti di tutti i centri.
In piazza Guercino gli interventi del sindaco Fabrizio Toselli e di Federica Zarrillo della Sezione Anpi di Cento. Al termine una serie di letture ispirate al saggio di Umberto Eco ‘U.R. Fascismo – Il Fascismo resistente’, a cura del direttivo Anpi di Cento.
Il primo cittadino si è soffermato sui concetti di impegno civile e di senso di unità sollecitati dalla memoria.
«L’impegno civile è compito di noi tutti, che nella quotidianità siamo chiamati a vivere secondo quei principi di libertà e democrazia a cui il cammino della nostra storia ci ha condotti.
È nell’agire quotidiano infatti che misuriamo il nostro legame a questo passato di orgoglio e riscatto nazionale e la nostra promessa verso un futuro di crescita e coesione. In tale ottica è fondamentale fornire un costruttivo esempio ai nostri giovani e farlo giorno dopo giorno attraverso il nostro comportamento». Il riferimento è stato al recente episodio di bullismo a sfondo antisemita che si è verificato a Ferrara. «Non consentiamo ai nostri bambini e ragazzi l’ignoranza, ovvero l’ignorare la storia e gli insegnamenti che ci ha lasciato, a carissimo prezzo, quello della perdita di vite umane e della perdita di umanità. Nelle piazze reali e virtuali spingiamoli a vivere con spirito critico, coinvolgiamoli e responsabilizziamoli, sosteniamoli nella conoscenza delle proprie radici, siamo e facciamo comunità attorno a loro».
Poi la riflessione sul senso di unità. «La storia del 25 aprile è storia di valori condivisi e unificanti, che siamo chiamati, a nostra volta, ad alimentare attraverso la strada della corretta memoria storica, del rispetto, del dialogo e dell’ascolto. Anche questo è un atteggiamento che possiamo e dobbiamo coltivare nella quotidianità grazie alla partecipazione, alla coesione, al senso di appartenenza, con l’obiettivo primo del bene comune. Cominciamo dall’amare la nostra città e la nostra terra. Pratichiamo ogni giorno gli ideali che stanno alla base della nostra Repubblica. Lavoriamo alla crescita civile e morale della nostra collettività».
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