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INCREDIBILE: SCOPERTO UN GUERCINO INEDITO AD AVERSA

By on dicembre 14, 2016 0 333 Views
Un Guercino inedito è stato portato alla luce dallo studioso Massimo Pulini, che da anni si occupa del pittore centese, curatore fra l’altro di diverse mostre, fra cui le più vasta monografica dedicata a Giovan Francesco Barbieri, nel 2003/2004 a Palazzo Reale di Milano, e prima ancora ‘Guercino. Racconti di paese’, alla Pinacoteca civica di Cento nel 2001.
Una scoperta eclatante l’Assunta individuata nel sontuoso altare decorato di marmi della chiesa di San Francesco ad Aversa. Innanzitutto perché da almeno mezzo secolo non si ritrovava una pala d’altare attribuibile al Guercino, peraltro ancora conservata nello spazio per cui venne realizzata.
«Il primo ritrovamento è avvenuto attraverso la consultazione di un archivio fotografico – spiega Massimo Pulini -. Una volta risalito alla chiesa, ho potuto verificare la corrispondenza con le note di registro che appaiono nel Libro dei Conti, redatte di pugno dallo stesso artista, dopo la morte del fratello Paolo Antonio Barbieri nel 1649. In questo quaderno, strumento unico, preziosissimo alla filologica ricostruzione dell’attività di uno dei più importanti pittori della storia, l’opera viene citata nel soggetto, “Madona Asunta in Cielo”, nella destinazione, “per Napoli”, e l’intermediario del committente, Enrico Sampieri».
Ne vengono riportati anche i pagamenti. Un primo il 14 maggio 1650: “Dal Sig. Erigo Sampieri si è ricevuto L 500. per la Capara del quadro che io deuo fare della Madona Asunta in Cielo per Napoli….”. E un secondo il 25 ottobre dello stesso anno: “Dal Sig. Carlo Cattalani si è ricevuto doble di Italia n° 84 et L 6 –soldi16- è questo per saldo et ultimo pagamento del quadro della Madona Assunta fatto per Napoli è questo quadro fu ordinato dal Sig. Erigo San Piero…”.
Trovata ancora in loco, la pala, unica opera spedita da Bologna per il territorio partenopeo, dove Guercino aveva allora il suo studio, risulta essere dunque pertinente alla nota di registro, scalzando così l’opera trovata a Detroit nel 1971 che vi si era riconosciuta e che risulta invece di otto anni più tarda, in riferimento all’indicazione di un’altra Assunta di grande formato riportata nel Libro dei Conti e più calzante allo stile purista del quadro ‘americano’.
«La pala di Aversa – riferisce lo studioso – presenta una corrispondenza stilistica e tematica assoluta, mostrando anche il sepolcro a terra con un paesaggio sul fondo entro il quale si scorge il gruppo degli Apostoli. Questi ultimi due dettagli venivano precisamente ricordati dal Malvasia a proposito dell’opera. Sono invece assenti nel dipinto di Detroit. Rispetto alla cristallina e algida tavolozza di quel dipinto, la nuova opera napoletana venne concepita più scura, ambientata all’imbrunire e velata da una atmosfera “malinconica” (come dice Malvasia), in più sincero accordo col periodo doloroso che l’artista stava vivendo, dopo la perdita dell’amato fratello minore».
Oltre al fatto che le connotazioni stilistiche rimandano chiaramente al Guercino, vi sono riscontri di un’immagine per iconografia inedita: a supporto vi sono un’incisione della sola Assunta e dei disegni preparatori. Si aggiungono così importanti novità alla conoscenza dell’autore.
«Stupisce davvero – afferma Massimo Pulini – che un dipinto di questa bellezza e qualità, inserito in un altare che vanta un corredo marmoreo e statuario di primo livello, si sia adombrato nella memoria di quella regione fino a perdere memoria del suo celeberrimo autore. La sorpresa si moltiplica pensando al grado di conoscenza della produzione pittorica di Guercino, che la storiografia del Novecento ha potuto vantare. Senza rischio di smentita si può dire che Giovan Francesco Barbieri sia il pittore del Seicento più “ricostruito”, proprio grazie allo strumento del Libro dei Conti».
La scoperta sarà presentata nel corso del convegno che a Piacenza accompagnerà la grande esposizione di Palazzo Farnese, dal 4 marzo al 4 giugno.
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