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LA “BANDA” SALVA IL 2 GIUGNO…

By on giugno 2, 2019 0 102 Views

Non c’è pace neanche il giorno in cui ricorre la 73a  Festa della Repubblica a Cento fra le opposizioni ed il Sindaco Toselli reo, stante alle parole del Capogruppo PD Lodi, di aver scelto di celebrare questa importante data lontano dai suoi concittadini.

Rimandato anche il Vice Sindaco Maccaferri, per Lodi, il discorso tenuto oggi è risultato inclassificabile.

Così Piero Lodi si esprimeva poche ore fa: “Per prima cosa, grazie di vero cuore alla BANDA GIUSEPPE VERDI DI CENTO, orgoglio di questa Città.
Suo il merito di avere salvato questo giorno di festa e di aver tenuto alto l’onore della nostra Cento.
Se il Sindaco Toselli avesse trovato il tempo per venire in Piazza Guercino, avrebbe sentito la nostra banda cittadina suonare l’Inno nazionale nella nostra splendida piazza. Toselli, invece, ha preferito andare a Ferrara, ufficialmente per partecipare alle celebrazioni provinciali.  Che io ricordi non era mai avvenuto.
In genere il Sindaco festeggia nella nostra Piazza assieme ai centesi. È semmai il vice sindaco o un altro delegato a partecipare alla celebrazione provinciale.
Ma oramai il nostro sindaco si ricorda di essere primo cittadino di Cento solamente nel giorno in cui deve incassare l’indennità di carica. Per il resto è sempre più assente, sempre meno impegnato sui grandi problemi della nostra città, sempre più in cerca di giustificazioni per i tanti fallimenti.

Oggi la fascia tricolore l’ha indossata il vicesindaco.

Assente anche il Presidente del Consiglio comunale.

Senza la prima e la seconda carica della città, è dunque toccato al vicesindaco leggere il suo discorso.
Un discorso infarcito di parole altisonanti, di termini poco usati se non addirittura desueti. Un discorso “a larghissimo spettro”… Se si fosse trattato di un tema di liceo il giudizio sarebbe stato senza dubbio “fuori tema” e dunque “non classificabile”.
Maccaferri ha cercato di accontentare tutti, facendo accenni dal sapore progressista ma accarezzando anche sfumature revisioniste. Ma soprattutto ha parlato a lungo dicendo molto poco. Intanto, il corteo è oramai ridotto a poco più di un simbolo: poca gente segue i gonfaloni. Oggi addirittura la piazza era addobbata da striscioni pubblicitari. Pochissimi hanno ascoltato l’intervento dell’istituzione. Senza nemmeno il palco e con una amplificazione ridotta al minimo…
Un grazie di cuore va anche a chi oggi indossava la divisa e rappresentava lo Stato e ai volontari, per la verità abbastanza pochi, che hanno testimoniato con la presenza il loro amore per la Città. 
In tre anni questa Amministrazione è riuscita nell’impossibile impresa di trasformare anche le feste nazionali non in una occasione d’orgoglio ma in una giornata da dimenticare il prima possibile…

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