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LE SCUOLE A RENAZZO NON SI FARANNO E…LODI SE NE VA DAL CONSIGLIO COMUNALE

By on novembre 1, 2017 0 243 Views
Il problema scuola nel comune di Cento, alza le tensione nel Consiglio Comunale di ieri sera fino al punto che, dai banchi della minoranza, il capogruppo PD Piero Lodi abbandona l’aula. Di seguito le motivazioni di Piero Lodi sul gesto compiuto…
“Senza dubbio oggi si è consumata la pagina più amara e difficile della mia esperienza in Consiglio comunale.
Me ne sono andato dalla seduta.
Ho lasciato l’aula per protesta.
Con un sentimento tra la rabbia e la desolazione.
Rabbia per la continua mortificazione del ruolo di Consigliere comunale di minoranza. Nessun rispetto per me, nessun rispetto per le minoranze… Ma soprattutto nessun rispetto per i Centesi e per questa Città.
Non riesco a ricordare un altro momento in cui le istituzioni cittadine sono state così mortificate.
Si sopperisce con arroganza e disprezzo delle regole, anche quelle per il funzionamento del Consiglio comunale, alla più assoluta mancanza di contenuti.
Il Sindaco, con la complicità del Presidente del Consiglio comunale, interviene sempre soltanto quando è certo che dai banchi delle minoranze, e del PD in particolare, nessuno potrà più replicare.
Il Primo cittadino sceglie i monologhi.
E d’altra parte è comprensibile perché quello che dice il più delle volte è sbagliato, molte volte è falso, altre volte è volutamente equivoco….
Non si può pensare di continuare ad amministrare una città rifiutando di confrontarsi sui contenuti.
Oggi si parlava, su proposta del Partito Democratico, della concreta possibilità di realizzare, finalmente, la nuova scuola elementare di Renazzo.
La maggioranza ha detto no.
Con motivazioni tecniche assolutamente prive di fondamento e con motivazioni politiche risibili. La più sensata è che “non si può fare perché hanno già detto che faranno diverso”. Nemmeno i bambini delle elementari…
Ma la cosa più grave è che su un punto così delicato e rilevante per una frazione importante come Renazzo il sindaco nel primo intervento ha raccontato favole, per lo più semplicemente sbagliate. Non è poi intervenuto fino al mio secondo intervento per riservarsi infine di tirare le somme senza più alcun contraddittorio per poter impunemente raccontare ancora “mezze verità”.
Il regolamento dice con chiarezza un’altra cosa. Cioè che la giunta interviene per prima e prima del secondo giro di repliche. Ma il Presidente, con una complicità scandalosa, interpreta il regolamento per consentire al Sindaco di ritagliarsi spazi in cui, senza poter essere contraddetto, può raccontare le sue favole.
Il risultato è che Renazzo non avrà la sua scuola.
Il Sindaco conferma che punta tutto su un progetto di cui non si parla più da mesi e che, guarda caso, torna oggi di grande attualità al punto che il 22 novembre ci sarà una serata pubblica per illustrarlo…
La sensazione è che sia nuovamente fumo negli occhi. Del resto ci stiamo abituando a questo drammatico mix: fumo e arroganza. L’arroganza di rifiutare il confronto, di mortificare il Consiglio comunale, di evitare un serio dibattito in Commissione, di disertare la Conferenza dei Capigruppo, di evitare incontri pubblici, di evitare di incontrare i genitori e i docenti della scuola che si domandano perché a Renazzo la nuova scuola non sta prendendo vita, che si domandano perché questa riforma dei COMPRENSIVI ferirà a morte il sistema della scuola pubblica centese.
Il rifiuto di incontrare i cittadini che domandano che ne è stato di tutto quanto è stato sino ad ora promesso…
Invece il nulla.
Impreparazione e arroganza.
Favole e forza dei numeri.
Il risultato è che la maggioranza ha detto no alla possibilità di spendere 3milioni di euro che già ci sono per fare la nuova scuola di Renazzo.
Le motivazioni di questo no davvero non si sono capite. Le poche dette sono tecnicamente sbagliate…
Mamma mia, come siamo caduti in basso!”
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