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LE ULTIME DALLA CABINA DI REGIA DEL PREMIER DRAGHI

By on maggio 17, 2021 0 127 Views

Presto il coprifuoco verrà spostato alle 23, dal 7 giugno invece slitterà alle 24 e infine a partire dal 21 giugno verrà completamente abolito. E’ questa, da quanto si apprende da fonti di governo, la proposta che Mario Draghi avrebbe messo sul tavolo della cabina di regia. Il premier avrebbe precisato che il programma sarà attuato sempre se i dati sul Covid permetteranno l’ammorbidimento graduale della restrizione.

Non ci sarà il coprifuoco nelle Regioni “bianche”, dove rimarranno valide solo le regole di comportamento (mascherina, distanziamenti).

Dal primo giugno i ristoranti e i bar potranno aprire a pranzo e a cena anche al chiuso.

Gli esercizi commerciali in mercati e centri commerciali, gallerie e parchi commerciali nelle giornate festive e prefestive riapriranno dal 22 maggio

Riavvio dei matrimoni a partire dal 15 giugno con “green pass”. Gli invitati, cioè, dovranno esibire un tampone con esito negativo effettuato nelle 48 ore precedenti, il certificato di avvenuta guarigione o di vaccinazione. Sarà il Cts a dare indicazione sul numero massimo di partecipanti ai matrimoni, modulando le indicazioni a seconda che le feste si svolgano al chiuso o all’aperto.

Riapertura anticipata per le palestre: non più il primo giugno, ma il 24 maggio.

Centri termali e piscine al chiuso potranno riaprire dall’1 luglio.

Ancora nessuna data di apertura per le discoteche, che restano quindi chiuse.

La road map decisa nella cabina di regia prevede la riapertura dal 1 luglio delle attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò.

Riapertura delle attività di centri culturali, centri sociali e centri ricreativi a partire dal 1 luglio.

Gli impianti di risalita in montagna riapriranno dal 22 maggio, alle condizioni indicate dalle linee guida.

Cambiano i parametri delle zone rosse, arancioni e gialle: la guida non sarà più l’Rt ma l’incidenza e un altro forte fattore è il tasso di ospedalizzazione, sia in terapia intensiva che in area medica. Arriva una radicale semplificazione, spiegano fonti di governo, dei 21 criteri precedenti, che scendono a 12.

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