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MONUMENTO AI CADUTI DI CORPORENO: SABATO IL CENTENARIO

By on settembre 23, 2019 0 37 Views
L’obelisco è riconosciuto da Mibact per valenza storica ed è il primo nel suo genere In Italia
Celebrazione, rievocazione e la mostra
C’è grande fermento per la celebrazione del centenario del monumento ai Caduti a Corporeno dove cittadini e associazioni si sono strette attorno al Comitato e alla Consulta per onorare i propri Caduti e mantenere una memoria importante. La celebrazione sarà sabato 28 a partire dalle 16 quando inizierà un vero tuffo nella storia, tra momenti solenni, rievocazioni e una bellissima mostra a Villa Borgatti e tante sorprese. “E’ il primo monumento in Italia nel suo genere, riconosciuto per valenza storica dal Mibact – ha spiegato Nicola Fabbri durante la conferenza di presentazione – stiamo lavorando all’evento da un anno e vi sarà anche la riedizione del libretto storico, con tante integrazioni e tante foto storiche preziose come quella della costruzione dell’obelisco. In occasione del centenario ci è sembrato doveroso restituire il monumento alla sua dignità, come aveva fortemente voluto mio nonno, Giuseppe Guaraldi, uno dei curatori dell’epoca della sua manutenzione”.
Ci si ritroverà, dunque, alle 16 al campo sportivo per poi sfilare verso la chiesa e alle 16.40 assistere al bellissimo sorvolo aereo degli ‘Amici del Reno Air Club’, proprio come fu 100 anni fa. “Siamo entusiasti di far parte di questo evento” ha detto Vito Zaccaria che peraltro con un altro pilota, nel suo curriculum, vanta la vittoria ad una competizione sulle tracce di un volo storico della 2° Guerra Mondiale. Alle 17 sarà Don Gabriele Carati a celebrare la messa, proprio come fece all’epoca il parroco corporenese. Alle 18.30 prenderà corpo il rito commemorativo, celebrativo e rievocativo che racconterà la storia del monumento tra divise storiche e interventi di alti rappresentanti del mondo istituzionale. Presenti anche tante associazioni, le Infermiere volontarie Croce Rossa Italiana e tante altre sorprese. Alle 19 l’intrattenimento della Fanfara dei Bersaglieri di Scandiano e, aperta sabato e domenica, la mostra storica in Villa Borgatti.
 
“E’ allestita dai cimeli dell’Ass. Naz. Arma Cavalleria di Modena – ha spiegato il presidente Francesco Nadalini – insieme all’associazione La storia, il Museo della Cavalleria di Reggio Emilia, i Bersaglieri di Ferrara Arditi del Po e le Infermiere Volontarie Croce Rossa Italiana di Ferrara. Tra le tante cose esposte, ci saranno divise storiche, documenti e rari originali attrezzi da infermeria di primo soccorso durante la 1a Guerra Mondiale ma anche qualche oggetto del secondo grande conflitto”. Particolare impulso l’hanno dato proprio i Bersaglieri di Ferrara Arditi del Po, reduci dalla rievocazione a Roma della Breccia di Porta Pia di questi giorni.
 
Diverse le iniziative collaterali. “Abbiamo voluto coinvolgere anche le scuole – ha spiegato Beatrice Cremonini, presidente della Consulta di Corporeno e Molino Albergati – per la primaria e la secondaria di primo grado degli istituti comprensivi e delle scuole Renzi abbiamo ideato degli incontri storici a scuola e un concorso per classi che prevede un elaborato libero e una premiazione, il 4 novembre, dal titolo ‘Passeggiare nella storia della 1° guerra mondiale alla ricerca della pace’”.
 
Un saluto speciale è arrivato via video dal Raduno Nazionale dei Lagunari a Portogruaro dov’era una delegazione centese. “Penso ai tanti soldati di ieri e di oggi – ha detto il Generale Div. Luigi Chiapperini, presidente dell’associazione Alta Lagunari – danno quello che possono, compresa la vita, per la patria e per valori che forse si stanno un po’ perdendo, legati alla bandiera e alla rettitudine. La celebrazione del vostro monumento è importante non solo per voi ma per tutta la nazione”.
 
Il restauro del monumento è stato a carico del comune che si è interessato per il tramite degli assessori Matteo Fortini, Antonio Labianco e il vicesindaco Simone Maccaferri. “Un momento che vede il coinvolgimento trasversale di tante associazioni e volontari e la cui partecipazione è segnale dell’importanza della tradizione locale e di comunità – ha chiuso Maccaferri – a tutti loro va il ringraziamento per la creazione di questo evento, frutto della collaborazione di tante realtà proprio come in passato”
 
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