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VERDE PUBBLICO E PACIUGO

By on ottobre 28, 2016 0 245 Views

Ad un anno dall’ entrata in funzione della nuova raccolta rifiuti, che ha radicalmente modificato il modo di conferirli, sono tanti i punti che, a nostro avviso, dovrebbero essere rivisti.
Cominciamo dagli orari della raccolta. Spesso i sacchi gialli, blu e l’indifferenziata sono raccolti a giornata parecchio inoltrata. Vi sono zone in cui il ritiro dei sacchi avviene oltre le 12:00 e in alcuni casi anche nel pomeriggio. A nostro avviso i ritiri dovrebbero comunque riguardare orari notturni o di prima mattinata, per evitare che i mezzi della raccolta blocchino il traffico ma, soprattutto, vi siano strade completamente piene di pattume per tutta la giornata. Situazioni che lasciano una inevitabile quanto indecorosa visione dell’abitato.
Le periodicità di conferimento.
Per alcune merceologie (vedi plastica) sarebbe opportuno rivedere il numero di raccolte settimanali. All’attuale “una giornata” sarebbe consigliabile aggiungerne una seconda foss’altro per evitare sgradevoli odori nelle abitazioni. Discorso a parte e molto sentito è quello dei rifiuti indifferenziati. Trascorsa la prima fase di ricerca disperata del cassonetto ancora presente nel Comune e, poste negli ultimi cassonetti serrature e lucchetti (ci si trovava tutti in Via dei Tigli per usare i bidoni della Coccinella Gialla e della mensa… la Bobotti dice anche dietro al White Park), ora l’indifferenziato è decisamente il problema che ricorre maggiormente nelle liti familiari. I primi sondaggi dicono che in un anno si sono già sciolte numerose famiglie a causa di questo flagello e che altre ormai in preda a nevrosi e depressioni si stanno per avviare alla stessa fine. Come gestire l’indifferenziato? Attualmente tutto è affidato ad un piccolo, piccolo baulettino che solo a guardarlo fa tenerezza. Troppo piccolo il baule o troppo grande il nostro spreco? In attesa di poter avere la risposta, l’ideale, per tutti, sarebbe la soluzione adottata anche dagli altri comuni: teneri, beati, grigi, puzzolenti, obsoleti, retrò cassonettoni dell’indifferenziato in apposite aree ecologiche. In poche parole: i vecchi bidoni del rusco!

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