100 ANNI FA NASCEVA IL BAR “ITALIA”
Il primo febbraio del 1926 apriva i battenti il Caffè, Albergo e Ristorante “Italia”.
Leggete cosa ha scoperto il nostro Andrea Gilli su un luogo tanto caro ai centesi…”Oggi quel simbolo di Cento taglia il traguardo del centenario: un secolo di storia che resiste al tempo, nonostante le vetrine siano oggi funestamente spente e le porte malinconicamente chiuse.
Esattamente cent’anni fa, nel pomeriggio, si concludeva la metamorfosi di quell’immobile, acquisito da Antenore Bianconi, del civico 30 di Corso Guercino.
Quello che un tempo era un modesto edificio a un piano — già sede del “Caffè del Teatro” gestito dal bolognese Michele Coltelli passato poi in conduzione al centese Luigi Scardovi, che lo ampliò con un ristorante posteriormente al Caffè e ospitò il primo cinema cittadino, il “Radium” successivamente divenuto “Sala Margherita”— veniva inaugurato in tutta la sua nuova solennità.
LA STRUTTURA
Aveva dell’imponente: al piano terra si sviluppavano su una lunghezza di 80 metri, iniziando dal portico di Corso Guercino sostenuto da tre colonne, i seguenti vani: il grande salone del Caffè bar destinato alla conversazione e consumazione ai tavoli; il salone a triplice uso (biliardi, sala gioco, sala feste) a seconda delle epoche; il mezzanino sede di circolo, un vastissimo locale ad uso magazzeno e servizi; il grande cortile posteriore destinato al gioco delle bocce.
Sempre al piano terra, parallelamente ai locali descritti, si succedevano questi vani: porta e scala di entrata all’albergo, sala da pranzo ristorante, cucina, cortiletto e gioco bocce.
Gli altri due piani erano tutti adibiti ad albergo, se si esclude una grande sala con terrazza e ufficio che ebbe funzioni diversissime: sala gioco (anche d’azzardo n.d.r.); sala delle feste; sede del Circolo Stabile Filodrammatica Centese che vi costruì un piccolo teatrino e vi gestì i thè danzanti della domenica pomeriggio. La nuova facciata di 3 piani fu costruita in perfetto stile Liberty.
Per 46 anni, dal 1926 al 1972, fu gestito dai coniugi Alfredo Baraldi e Rosina Biondi anzi a dire il vero dalla sola Rosina visto che rimase presto vedova, aiutata dalla sorella e dal fratello, successivamente dal 1972 al 1977 fu gestito dalla famiglia di Artes Gamberini. Nel 1977 il Caffè, Albergo e Ristorante “Italia” fu chiuso e la proprietà Benazzi la mise in vendita; l’intero complesso fu acquistato dalla confinante Cassa di Risparmio di Cento, la quale si impegnò con un oneroso lavoro di demolizioni e ristrutturazioni durati diversi anni, a salvare il caffè e servizi, destinando tutto il resto ad esclusiva utilizzazione di uffici e servizi bancari.
LA NUOVA VITA…
Il 27 febbraio 1982 si inaugurò il “Caffè Italia” gestito dai coniugi Paolo e Rita Fabbri che lo tennero per 16 anni fino al 1° maggio1998, quando cedettero il testimone ai soci Roberto Rabba e Livio Morandi che lo gestirono fino al 2011 quando la proprietà mise in vendita l’intero immobile.
IL CENTRO ANZIANI
Evidentemente non venne acquistato perché nell’ottobre del 2012 divenne sede del “Centro Anziani” che vi rimase fino al dicembre del 2021; da questa data purtroppo tutto l’immobile è completamente vuoto; utilizzato in pochissime altre occasioni solo per pochi giorni.
QUANTI NOMI ILLUSTRI
Tanti i big che si sono seduti ai suoi tavoli: Puccini, Mascagni, Sem Benelli, Gioacchino Forzano, Ottorino Respighi; i tenori: Pertile, Malipiero, Borgatti, Del Monaco; gli attori: Ermete Zacconi, Emma ed Irma Grammatica; divi delle operette e delle riviste.
Fra le due guerre uomini politici quali Saragat, La Malfa, Malagodi, hanno fatto una breve visita per l’aperitivo o il thè pomeridiano.
Le feste più eleganti e meglio riuscite sono avvenute entro i saloni di questo locale che in tali occasioni si riempiva di fiori.
TEATRO DI FILM
tra i film girati al Caffè Italia, per citarne solo alcuni, ci sono “Gli occhiali d’oro” di Giuliano Montaldo con Philippe Noiret, Rupert Everett, Valeria Golino, Stefania Sandrelli, “La mazurca del barone della san¬ta e del fico fiorone” con Ugo Tognazzi di Pupi Avati, lo sceneggiato televisivo “Fu così” e tra i più recenti “Il segreto del successo” con Enzo Iacchetti e Paolo Maria Veronica e “Le barzellette” di Carlo Vanzina.
