ADA MANGILLI, PITTRICE, FIGLIA DI ANTONIO (PER 2 MANDATI SINDACO DI CENTO)
Il 5 marzo 1935 segnò la scomparsa, a Firenze, di Ada Mangilli, pittrice tosco-centese di grande talento ma ancora poco nota.
Con le ricerche di Andrea Gilli scopriamo che….sebbene le fonti passate fossero incerte, il recente ritrovamento di un documento nei Registri Battesimali di Firenze attesta definitivamente i dati della sua nascita: Ada Fiorosa Paola, questo il suo nome completo, nacque il 23 settembre 1862 a Firenze, città d’origine della madre, la nobildonna Amelia Baldini (1840-?). Il legame con Cento le derivava dal padre, Antonio Mangilli (Cento, 1829-1900), illustre esponente politico che fu per due volte sindaco della città (dal 1869 al 1875 e dal 1895 al 1900), si distinse anche sulla scena nazionale come parlamentare dei Moderati e senatore dal 1890 e ricoprì numerosi ruoli di rappresentanza nel territorio, tra i quali quello di presidente della Cassa di Risparmio di Cento (1895-1896). Proprio nella nostra città essa trascorse gran parte dell’infanzia e della giovinezza insieme ai genitori e ai fratelli Aroldo e Olga; cresciuta in un contesto culturale stimolante intorno al 1877, per assecondare la sua precoce inclinazione artistica, si trasferì a Firenze per studiare con il pittore purista Amos Cassioli. Sotto la sua guida, il talento di Ada emerse rapidamente, segnando l’inizio della sua carriera professionale.
I suoi primi lavori conosciuti risalgono al 1883, quando espose a Roma una Baccante in grandezza naturale, che a quanto riporta il giornalista e cronista centese Antonio Orsini in un articolo sulla “Gazzetta Ferrarese” fu molto apprezzato dalla regina Margherita di Savoia. In seguito il dipinto fu esposto anche a Torino e a Ferrara.
Particolare successo deve aver avuto anche una sua Floralia o Festa di Primavera: un imponente dipinto in stile neopompeiano che ottenne una vasta eco mediatica, apparendo spesso sulla stampa italiana e venendo persino scelto dalla celebre cioccolateria parigina Chocolat-Vinay per una serie di cartoline pubblicitarie.
La sua vita privata cambiò significativamente nel 1885 quando si unì in matrimonio con il conte torinese Emanuele Roberto Vincenzo Francesetti di Mezzenile, capitano di fanteria, dalla loro unione nacquero due figli, Massimiliano (1885) e Antonio (1886); la famiglia divideva il proprio tempo tra il Castello di Mezzenile in Piemonte e la quiete di Villa alla Querce, nelle campagne fiorentine dove Ada allestì un grande studio, crocevia di incontri con collezionisti e ospiti illustri.
Donna di profonda cultura, appassionata di musica e lettere, fu definita da Angelo de Gubernatis nel suo Dizionario degli Artisti Italiani Viventi (1889) come “una tra le più colte signore di Firenze”. La sua carriera ebbe un respiro internazionale: nel 1888 espose all’Esposizione Italiana di Londra e i suoi lavori trovarono mercato in Inghilterra, Austria e Olanda.
Un altro importante riconoscimento giunse nel 1890, quando la sua tela sacra Le Tre Marie fu premiata alla prestigiosa “Mostra Beatrice di Lavori Femminili”.
Non sono molte le opere di Ada Mangilli custodite nella nostra città, un suo autoritratto giovanile attualmente esposto presso la Civica Pinacoteca di Cento e una pala d’altare del 1892 realizzata per il Santuario della Madonna della Rocca, “San Giuseppe che introduce il Divin Fanciullo alla lettura delle Sacre Scritture”, da lei datata e firmata anche con il cognome del marito.
