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ALLA CHIESA DELLA ROCCA RITORNA LA VISITAZIONE

By on Settembre 15, 2025 0 236 Views

È stato presentato sabato u.s. (13 settembre 2025) presso il santuario della Madonna della Rocca la restaurata pala d’altare “La Visitazione” dipinta nel 1857 dal pittore centese MICHELE GAMBERINI.
Finanziato da anonimi in ricordo di imprecisati coniugi Cavicchi il restauro è stato eseguito da Alberto Rodella presso lo studio di ARTIFIGURATIVE di Alberto Rodella a Crespellano Valsamoggia (BO).
Hanno presentato il restauro Padre Prospero Rivi, rettore del Santuario, il restauratore Alberto Rodella e il Dott. Fausto Gozzi.

Dopo l’introduzione di padre Prospero, padrone di casa, il restauratore ha spiegato nei dettagli il restauro partendo dallo stato di conservazione dell’opera al suo ricevimento dicendoci come l’intera superfide pittorica fosse molto annerita dai depositi di polveri e presentasse una “craquelure” una screpolatura accentuata e come fossero fortemente ossidate ed ingiallite le vernici cose che rendevano offuscata e mancante di nitidezza l’opera. Per procedere al restauro ha dovuto smontare la tela dal telaio quindi, lavorando sul retro del dipinto, procedere al consolidamento della tela per poi ritensionarla al vecchio telaio in legno ed eseguite queste operazioni ha poi potuto eseguire la pulitura della superficie pittorica mirata all’eliminazione dei fumi, delle polveri depositate e al ripristino delle vernici ingiallite e ossidate; solo in seguito all’intervento di pulitura della superficie pittorica il dipinto ha riacquistato nitore e leggibilità.

Il dott. Fausto Gozzi ha poi tracciato un profilo dell’artista, riporto integralmente il suo intervento. (con suo consenso ho potuto copiarne gli appunti).

Le notizie su Gamberini sono sparse in vari testi, ne scrive Antonio Orsini, Leonida Pirani, ci sono notizie negli Atti dell’Accademia Clementina di Bologna perché Gamberini vinse alcuni premi scolastici, nella scheda della sopraintendenza e in uno studio recente di Tiziana Contri.

Ripercorriamo le date certe della sua vita:

1832 il 17 dicembre, Gamberini nasce in via Cesare Cremonino n. 15 da Carlo e Annunziata Sgarbi. Nelle domande di sussidio al Comune la famiglia è definita indigente e il primo che si accorse dell’attitudine del bambino fu un certo don Antonio Spadazzi.

1845/50 Riceve i primi insegnamenti nella Scuola di Disegno e Ornato di Cento sotto la guida di Luigi Casanova.

1851 Orsini scrive che Gamberini cominciò nel 1852 l’Accademia bolognese, invece risulta già iscritto nel 1851 precisamente ai corsi di Pittura e Disegno dal vero di Clemente Alberi e Napoleone Angiolini che scrivono al sindaco di Cento sui progressi del giovane. Dalle richieste di sussidio e dai premi che Gamberini riceve a fine anno possiamo seguirne gli studi a Bologna e vediamo che è documentato dall’anno scolastico 1851-52 al 1856-57. Ogni anno l’Accademia istituiva il Premio Curlandese che era diviso in grandi premi e piccoli premi e Gamberini vinse 4 volte il cosiddetto Piccolo Premio, nel 1852, 53, 55 e 56 con disegni, copie e dipinti d’invenzione.

1857 è l’anno di questo quadro. Arrivato alla fine degli studi bolognesi all’età di 26 anni Gamberini dipinge questo quadro per la cappella della Visitazione di giuspatronato della famiglia Monari nella chiesa di San Biagio. Stiamo parlando del terzo altare a sinistra entrando dove ora c’è la Visitazione e santi dipinta negli ultimi anni del Cinquecento dal ferrarese Domenico Mona.
Negli studi recenti di Tiziana Contri leggiamo che il Comune di Cento, per avere in Pinacoteca la Visitazione cinquecentesca del Mona, in accordo con la famiglia Monari, decide nel 1857 di mettere sull’altare questa Visitazione di Gamberini; rimase in San Biagio sull’altare della famiglia Monari poco più di vent’anni, dal 1857 al 1878, anno in cui il sindaco restituì la Visitazione del Mona alla famiglia Monari e il nostro Gamberini venne portato nel coro della Chiesa Rosario, negli anni 80 i cappuccini erano impegnati nella ricostruzione del Santuario e La Visitazione venne portata qui. (Santuario della Rocca – ndr)
Oltre all’esecuzione di questo quadro, nel 1857 Gamberini è documentato a Firenze nella Galleria degli Uffizi impegnato nell’esecuzione di copie di disegni antichi. A Firenze rimarrà fino al 1861.

1859 Gamberini espone a Firenze il dipinto “Gesù benedice dei fanciulli”, un quadro che è citato nel Catalogo delle opere ammesse nelle sale della Società Promotrice delle Belle Arti.

1861 Gamberini espone altri quadri di soggetti biblici, come risulta nel catalogo della Società Promotrice delle Belle Arti. Questa mostra del 1861 era una specie di Expo alla Stazione Leopolda di Firenze, venne inaugurata dal re ed è interessante leggere nel catalogo che erano esposte anche tre sculture di Stefano Galletti.

Antonio Orsini scrive che Gamberini dopo l’accademia visse tredici anni lontano da Cento, dal 1857 al
1870, spostandosi prima a Firenze, poi a Londra e quindi a Parigi e a Lione per fermarsi poi a Genova, dove aprì uno Studio di Pittura fino alla fine dei suoi giorni.

1872 Gamberini ha quarant’anni e Cento gli dedica una mostra personale nella Pinacoteca Civica; la stampa locale segnala come particolarmente belli tre quadri allegorici, “La Flora”, “La Fauna” e “La Pace” e alcuni ritratti, tra i quali il Ritratto dello storico centese Gaetano Atti a sessantotto anni, tutte opere che purtroppo ancora non conosciamo.

1876 è la data di un ritratto d’uomo firmato e datato recentemente passato in un’asta.

1880 A Genova Gamberini espone “L’istruttrice” e “Il riposo”, anche queste sono opere che non conosciamo.

1883 “Ritratto di donna in costume da parata”, una bellissima tela firmata e datata che è passata recentemente in un asta a Genova.

1884 Gamberini partecipa con diverse tele a Torino all’Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti.

1892 Esegue il suo dipinto più noto, “Cristoforo Colombo disilluso che esce dalla stanza del re”, un’opera di grandi dimensioni che conosciamo solo da una buona foto. Questo venne esposto nel 1892 a Genova all’Esposizione Italo Americana ed è citato come il dipinto più bello dell’Esposizione nel numero di ottobre di Civiltà Cattolica.
Orsini scrive che questo quadro ai suoi tempi si trovava nel Seminiario Arcivescovile di Genova ma, contattato il Seminario, non mi è stato possibile ritrovarlo.
Un’altra pala di Gamberini di questi anni è “L’Immacolata attorniata dagli angeli” che si trova nella chiesa dell’Immacolata sempre a Genova

1895 E’ la data di un “Ritratto di bambina” andato in asta a Genova nel 2019 e questa bambina potrebbe essere il suo ultimo dipinto, perché Orsini scrive che in quell’anno 1895 all’età di 62 anni Gamberini morì improvvisamente di insolazione.

Era consuetudine per gli artisti aiutati dall’Amministrazione Comunale, ricambiare con opere regalate al Comune, ma purtroppo non c’è nessun quadro di Gamberini nella Pinacoteca, nonostante donò due opere di soggetti mitologici nel 1872 durante la sua mostra personale.
All’Accademia, dai discorsi di fine anno dei professori, si capisce bene l’ambiente nel quale Gamberini si formò: si sottolinea la “corretta imitazione della natura” e “l’attenzione al vero” si parla anche di “arte purista, arte cristiana e arte spirituale” e si discute pure della macchina fotografica guardata con sospetto dai pittori: “l’arte crea la fotografia macchinalmente riproduce” veniva sostenuto
Sono gli anni nei quali si fanno strada i pittori macchiaioli e gli impressionisti che naturalmente non interessano al nostro centese.
Gamberini non abbandonerà mai la formazione accademica e la sua attenzione al vero lo vediamo nella visitazione di Maria a Elisabetta, nell’abbraccio cordiale e fraterno delle due cugine incinte, accompagnate dai rispettivi sposi, Giuseppe e Zaccaria i cui volti sono molto espressivi; magnifici sono i particolari di Giuseppe che tiene il bastone e l’asino e il giovane a destra che saluta togliendosi il cappello. Articolo di Andrea GILLI

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