CENTO: UN ALTRO BAMBINO NATO AL PRONTO SOCCORSO
La notizia, data da Marco Gallerani (portavoce del comitato sorto spontaneamente a tutela della piena funzionalità del nostro ospedale), ancora una volta, lascia a tutti senza parole.
Così Gallerani…”Si apprende da un articolo di stampa e non da un comunicato diramato dall’Ausl, che lunedì scorso una donna è stata costretta, dalle circostanze di urgenza, a partorire al Pronto soccorso di Cento. Ed essendo avvenuto alla mattina presto, se ne deduce che non abbia avuto l’assistenza di un’ostetrica e di una ginecologa perché non ancora in servizio in quel momento. Assenza non dovuta ad una defezione o mancanza, ma derivante dalla chiusura del Punto nascite che non ne prevede la presenza in orario serale e notturno in ospedale.
Per fortuna, ma soprattutto per la bravura, competenza e dedizione del personale sanitario presente a quell’ora al Pronto soccorso, tutto è andato per il meglio, che è la cosa più importante”.
CI SONO ALTRI PRECEDENTI
“Detto ciò, ci preme ricordare che non è la prima volta che questo accade, dopo la scellerata chiusura del Punto nascite di Cento. Infatti, analoga situazione è avvenuta mesi or sono sempre allo stesso Pronto soccorso, ma allora, essendo avvenuto in orario di servizio, si era potuto avere l’assistenza specializzata ginecologica.
E’ opportuno sottolineare che il Pronto soccorso di Cento era stato inserito tra i possibili trasformabili in Cau, ossia quei centri di assistenza dei soli casi di minore complessità. Idea politica regionale talmente geniale da esser già destinata al fallimento dopo poco tempo. Il Pronto soccorso non sono riusciti a chiuderlo, soprattutto grazie alla grande mobilitazione di noi cittadini, ma il Punto nascite sì. E questi sono i risultati.
La chiusura del reparto nascite del SS. Annunziata è stato un gravissimo errore, dovuto a scelte politiche che non tengono conto delle reali esigenze del territorio centese, ai vertici delle quali vi è avere una struttura di prossimità adeguata al parto. E’ bene ricordare che l’Emilia-Romagna, con i soli 18 Punti nascita, è la regione che ne ha meno in assoluto, confrontata con le altre simili in popolazione ed estensione territoriale.
Esiste una realtà vera, che è quella sopra raccontata, oltre alle mille nascite annue certificate che avvengono nel possibile bacino di utenza attorno all’Ospedale di Cento e ne esiste una narrata da chi gestisce la Sanità pubblica e dai politici che ci amministrano, a tutti i livelli, più preoccupati a difendere sé stessi, la propria carriera e parte politica, invece di garantire e rafforzare strutture ospedaliere periferiche come quella di Cento”.
RICORDATE LE PAROLE DEL SINDACO ACCORSI IN MATERIA DI PUNTO NASCITE?
“Anche questa volta, ci domandiamo se essere costretti a partorire al Pronto Soccorso, o a casa o per strada, come già accaduto, siano il modo migliore per “salvaguardare la sicurezza e la salute delle donne partorienti e del nascituro”, come ebbe a dichiarare il Sindaco Accorsi per giustificare la chiusura del Punto Nascite centese che non raggiungeva i 500 parti annui, ma che ha sempre assicurato coi fatti una sicurezza assoluta”.
