CENTO: VIOLATA LA PAR CONDICIO! FDI SI RIVOLGE AL PREFETTO… SINDACO INATTIVO ERA INFORMATO
Le plance riservate per il SÌ nascoste, il Sindaco sapeva e non ha fatto nulla.
A Cento scoppia il caso degli spazi elettorali per il referendum del 22 e 23 marzo. Fratelli d’Italia denuncia la violazione della par condicio e annuncia di essersi rivolta al Prefetto.
“A Cento gli spazi frontali delle plance elettorali sono soltanto quattro – spiega il consigliere comunale e coordinatore di Fratelli d’Italia Alessandro Guaraldi –. Di conseguenza il numero 5, assegnato a Fratelli d’Italia con la delibera n. 24 del 19 febbraio 2026, è stato collocato sul retro delle plance, risultando di fatto invisibile nella quasi totalità degli spazi elettorali del Comune”.
Secondo Guaraldi la situazione sarebbe stata segnalata immediatamente all’amministrazione.
“Come coordinatore ho informato subito il sindaco Edoardo Accorsi – prosegue – ma, a distanza di tre giorni dalla segnalazione, non è arrivata alcuna risposta né è stato adottato alcun intervento per risolvere il problema”.
Una collocazione che, secondo Fratelli d’Italia, penalizzerebbe in modo evidente la visibilità della posizione favorevole al referendum. Gli spazi sul retro delle plance, infatti, risultano difficilmente visibili per chi passa lungo le strade e nelle piazze dove sono installati i tabelloni elettorali, riducendo di fatto l’impatto comunicativo dei manifesti e la possibilità per i cittadini di vedere il messaggio del Sì nelle stesse condizioni degli altri spazi esposti frontalmente.
Il consigliere richiama anche la normativa di riferimento.
“La legge 212 del 4 aprile 1956 stabilisce chiaramente all’articolo 3 che l’assegnazione degli spazi deve avvenire seguendo l’ordine di ammissione delle liste su un’unica linea orizzontale, partendo dal lato sinistro e proseguendo verso destra. È quindi evidente che a Cento questo criterio non è stato rispettato, con un danno proprio per il Sì al referendum”.
Per questo Fratelli d’Italia ha deciso di rivolgersi alla Prefettura.
“Alla luce di quanto accaduto – conclude Guaraldi – la par condicio appare potenzialmente violata. Di fronte al silenzio del sindaco, informato tempestivamente ma rimasto inattivo, riteniamo doveroso chiedere l’intervento del Prefetto affinché venga verificata la corretta applicazione della normativa e se l’attuale situazione garantisca davvero un trattamento paritario tra tutti i soggetti della campagna referendaria. In una democrazia le regole devono valere per tutti e l’amministrazione comunale dovrebbe essere la prima a garantirne il rispetto”
