DISTRUTTA LA STATUA DI BENEDETTO XIV
Il 4 gennaio 1798, per ragioni politiche ed ideologiche, per affermare il dominio francese e la laicità dello Stato, per umiliare il potere temporale del Papato, venne ridotta in pezzi la statua di Benedetto XIV (posta sulla ringhiera del palazzo municipale) eretta dai centesi in segno di gratitudine per avere quel papa insignita la nostra patria del titolo di città. La statua di quel sapiente pontefice, opera di Antonio Finali veronese, venne scolpita coi paramenti pontificali e seduta in atto di benedire. Misurava undici palmi romani che corrispondevano a 2 metri e 46 era stata inaugurata il 6 giugno del 1756.
Andrea Gilli, che ha redatto questa cronaca aggiunge alla notizia che… questa distruzione non fu vista di buon occhio ed ancora meno approvata dalla cittadinanza tanto che si diceva che i frammenti fossero stati utilizzati come fondamenta del corridoio laterale della basilica di San Biagio ( recentissimi lavori però non hanno rinvenuto nessun frammento n.d.r.).
CENNI STORICI DI QUEL PERIODO
Napoleone e le campagne d’Italia (libera traduzione dalla Tesi di Laurea “Cento durante periodo napoleonico di M.R. Miolo; da il Centone anno XII n 5 maggio 1989 S.E.& O.)
A Cento i primi Francesi arrivarono nella notte del 30 giugno 1796; si accamparono sul prato di Porta Pieve, luogo del mercato bestiame, mentre gli ufficiali pernottarono in Casa Tavecchi e Carandini. Nel settembre 1796 il generale Jann proclamava ufficialmente cessato il Governo pontificio: furono soppressi tre Conventi (Serviti, Canonici regolari di S. Salvatore, Gesuiti), mentre i Regolari forestieri furono allontanati dai restanti. La Municipalità si fece portavoce del turbamento della gente, osando apertamente discutere gli ordini ricevuti: il Comitato sugli Ecclesiastici accolse tali considerazioni con sorpresa e sdegno, intimando ai Centesi di obbedire, altrimenti il Governo avrebbe preso forti misure nei loro confronti. Nel 1797 tutti i beni dei Conventi furono confiscati; alcune Chiese ed Oratori furono chiusi e destinati, assieme al Conventi sgomberati dai Religiosi, ad uso di caserme, stalle, magazzini ed alloggi per le truppe di passaggio.
Nel 1798 il Piano francese riguardante il nuovo ordinamento religioso fu quasi del tutto completato, secondo l’ordine uscito dal territorio di Milano. Tutte le Corporazioni furono soppresse e i loro membri secolarizzati, ritornarono ai luoghi d’origine; la maggior parte preferì conservare l’abito religioso e ritirarsi privatamente in casa di secolari. Alle Monache fu assegnata una somma annua e a Cento, in quanto Capoluogo di Dipartimento, fu conservato un Monastero dove esse potevano ritirarsi, a patto che non avessero alcuna forma di corporazione, né uso di chiesa, clausura, parlatori e simili. Poco dopo anche le Pie Unioni, Confraternite, il Corpo dei Preti del Consorzio erano disciolti e i toro beni, uniti a quelli dei Conventi, furono messi all’asta dall’Agente dei Beni Nazionali Giovan Maria Filippetti il 26 marzo 1798. Nel 1799 dei conventi, degli Oratori, delle piccole chiese, degli stessi arredi sacri non rimaneva quasi più nulla. Dalle Chiese di Cento furono asportate varie opere del Guercino, di Cesare Gennari, di Ludovico Carracci. Oltre ai quadri, molti altri preziosi arredi di Chiese e Monasteri furono asportati: furono ben 34 i carri che da Ferrara, vennero spediti a Modena. Ogni carro portava due cassoni del peso di mille libbre cadauno Le imposizioni di Ferrara alla nostra Comunità ammontavano a mezzo milione a scudi romani in contanti e a trecentomila in generi.
In foto; Ritratto di Benedetto XIV realizzato da Pierre Subleyras che potrebbe rappresentare (forse) la statua distrutta
