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DUE COMMISSARI FRANCESI “RUBARONO” GUERCINO

By on Luglio 7, 2026 0 15 Views

Il 6 luglio del 1796 arrivarono a Cento due commissari napoleonici, “Ciney” e “Berthollet” (con tutta probabilità si trattava dei pittori Jacques-Pierre Tinet e Jean-Simon Barthélemy) col compito di selezionare, catalogare e confiscare le opere d’arte più preziose da trasferire in Francia. Questo evento faceva parte delle ripetute spoliazioni a cui le armate di Napoleone sottoposero i territori occupati in Italia tra il 1796 e il 1815.

Con le ricerche storiche di Andrea Gilli scopriamo che…dal giorno 6 alla notte del 10 luglio 1796, i due deputati francesi prelevarono dalle chiese di Cento un totale di tredici grandi pale d’altare e tre dipinti minori, per la maggior parte straordinari capolavori del Guercino.

( n.b. in elenco la descrizione solo dei dipinti che non sono tornati)

1 – Dalla Chiesa Parrocchiale di S. Biagio dall’ultima Cappella dal lato dell’Epistola . Gesù Cristo che dà a San Pietro le Chiavi della Somma Podestà (Guercino 1618)

2 – Dalla Chiesa del Rosario Alla Cappella terza dal lato dell’Evangelo – San Girolamo nel Deserto (Guercino 1635)

II Santo Dottore è rappresentato nel deserto della Tebaide dove si era ritirato per meditare, e comporre quelle opere che lo resero uno dei Luminari della Chiesa. In quello, che scrive gli appare la Beata Vergine col bambino che lo rincuora a perdurare nelle “dotte sue veglie” Questo dipinto non fu ridato, due anni dopo la requisizione fu esposto al Louvre e successivamente fu trasferito nella chiesa parigina di San Tommaso d’Aquino, dove tuttora si trova.

3 – Dalla Chiesa ora demolita di Sant’ Agostino, alla seconda Cappella dal lato dell’Evangelo – La Beata Vergine San Giuseppe ed altri Santi (Guercino 1616)

Nell’alto del Quadro la Beata Vergine con in braccio il Bambino e sopra nubi due Angeli; in basso alla sinistra San Giuseppe, e San Luigi Re di Francia; alla destra Sant’ Agostino, e San Francesco nel mezzo il Ritratto di Giuseppe Gaetano Righetti di Cento patrono della Cappella. Questo Quadro rimase in Francia, ed ora trovasi nella Pinacoteca di Strasburgo.

4 – Dalla Chiesa di Santa Maria Maddalena dall’Altare maggiore – La Maddalena nel Deserto (Cesare Gennari 1662)

5 – Dalla Chiesa dello Spirito Santo, ora della Madonna della Rocca dall’Altare maggiore – La Gloria del Paradiso (Guercino 1615)

Al dì sopra nel mezzo Gesù Cristo seduto su nubi, che tiene in una delle mani il globo del mondo, e con l’altra accoglie la Beata Vergine inginocchiata alla sua destra. Lo Spirito Santo in forma di colomba si libra sulla testa, ed il Padre Eterno al sommo della Gloria formata da Cori di Angeli, e di Vergini, che cantano inni di lode al Signore. Al di sotto una innumerevole moltitudine di Eletti d’ogni età, d’ogni sesso, di tutte le condizioni, che tenendo fissi gli sguardi in Gesù Cristo lo glorificano come loro capo ed esempio. Fra gli eletti della prima schiera si distinguono alla destra Sant’Agostino, San Francesco, e Santo Stefano, nel mezzo San Sebastiano, ed alla sinistra San Biagio Vescovo, San Francesco di Paola, e San Paolo. Ora è nella Pinacoteca di Tolosa.

6 – Dalla Chiesa del Santissimo Nome di Dio dall’Altare del Coro – L’Apparizione di Gesù Cristo risorto alla Madre (Guercino 1629)

7 – Dalla Chiesa di San Pietro dal primo altare dal lato dell’Epistola – San Pietro pentito (Guercino 1619)

8 – Dalla Chiesa di San Pietro dal quinto altare dal lato dell’Epistola – San Bernardino da Siena (Guercino 1618)

9 – Dalla Chiesa di S. Pietro dal sesto altare dal lato dell’Evangelo – San Benedetto e San Francesco (Guercino 1655)

I due Santi stanno in orazione ed un Angelo suona il Violino, San Benedetto pare che si scuota con diletto ma San Francesco non è mosso a quella melodia, sembra anzi che non gli torni grata perché lo distrae dalle sue meditazioni. Questo dipinto rimase a Parigi, ed è nel Palazzo Reale.

10 – Dalla Chiesa di San Lorenzo – La Vergine e il Bambino Gesù (Guercino 1628)

La Beata Vergine seduta vedesi metà il corpo, con la sinistra tiene il Bambino Gesù sulle ginocchia e con la destra gli porge il seno. Rimasto in Francia ora trovasi nella Cattedrale di Strasburgo.

11 – Dalla ora demolita chiesa suburbana dei Cappuccini al primo altare dati lato dell’Epistola – La Vergine, San Francesco e San Giuseppe (Lodovico Carracci 1591)

12 – Dal Coro della suddetta Chiesa dalla parte dell’Evangelo – La Vergine ed il Bambino Gesù benedicente (Guercino 1628)

13 – Dal Refettorio del Convento suburbano dei Cappuccini, oggi demolito – La Cena in Emaus (Guercino e collaboratori 1626/29 ca.)

N.b. nell’elenco sopra sono descritti solo i quadri che non sono rientrati. Oltre al furto di questo straordinario patrimonio artistico, la città subì un durissimo colpo finanziario. A causa degli sconvolgimenti politici di quegli anni, vennero sottratti ben 248.000 scudi romani. Questa enorme somma di denaro non era solo un tesoro accumulato, ma costituiva il fondo patrimoniale e di sostentamento fondamentale per le chiese e le confraternite locali.

Molti dei dipinti del Guercino confiscati in quei quattro giorni finirono al Museo del Louvre di Parigi.

Dopo la definitiva sconfitta di Napoleone a Waterloo nel 1815, grazie alla celebre missione diplomatica dello scultore Antonio Canova incaricato da Papa Pio VII, l’Italia ottenne, non senza difficoltà, la restituzione di una parte dei beni. Il 25 ottobre 1815 partì da Parigi un enorme convoglio di 41 carri trainati da 200 cavalli, carichi di ben 249 capolavori italiani, tra questi, 8 delle tredici pale centesi poterono intraprendere la via del ritorno

I Dipinti, che ritornarono a Cento furono:

1. Gesù Cristo che dà a San Pietro le Chiavi della Somma Podestà (Guercino 1618)

2. La Maddalena nel Deserto (Cesare Gennari 1662)

3. San Pietro pentito (Guercino 1619)

4. L’Apparizione di Gesù Cristo risorto alla Madre (Guercino 1629)

5. La Vergine ed il Bambino Gesù benedicente (Guercino 1628)

6. La Vergine, San Francesco e San Giuseppe (Lodovico Carracci 1591)

7. San Bernardino da Siena (Guercino 1618)

8. La Cena in Emaus (Guercino e collaboratori 1626/29 ca.)

Quando i dipinti rientrarono in Italia nel 1816, vennero temporaneamente esposti a Bologna in una mostra trionfale poi restituiti alla nostra città che, per qualche giorno, li espose nella collegiata di S. Biagio e successivamente vennero sistemati nell’oratorio del Rosario, dove rimasero fino al 1839, anno dell’inaugurazione della Pinacoteca Civica.

in foto Ingresso a Parigi del corteo delle opere oggetto delle spoliazioni napoleoniche dopo la prima Campagna d’Italia (immagine scaricata da internet)

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