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ELIA IL SANTO DI RENO CENTESE

By on Ottobre 1, 2025 0 38 Views

Il 1° ottobre del 2000 Giovanni Paolo II (papa Wojtyła) canonizzò 120 martiri in Cina. Di questa folta schiera di martiri, che comprende vescovi, presbiteri, catechisti, suore, religiosi, laici, che immolarono la loro vita per la fede, appartengono 29 religiosi dell’Ordine Francescano, di cui 26 uccisi durante la rivoluzione dei Boxer il 9 luglio 1900 a Tayuanfu. Fra questi religiosi c’era anche Fra Elia Facchini.
Andrea Gilli ci porta alla scoperta della vita del Santo…
Elia Facchini nacque a Reno Centese il 2 luglio del 1839 da Francesco e Marianna Guaraldi, terzo ed ultimo figlio, al battesimo ricevette il nome di Giuseppe Pietro.
Dopo aver ricevuto i primi rudimenti scolastici nella scuola parrocchiale, frequentò le scuole liceali e quelle del seminario di Finale Emilia, come alunno esterno. A diciannove anni, il 1° novembre 1858, vestì l’abito francescano nel convento delle Grazie presso Rimini, appartenente alla provincia religiosa di Bologna, assumendo il nome di Elia.
Il 18 dicembre 1864 fu ordinato sacerdote.

Nel 1866 chiese e ottenne, dal Ministro Generale padre Raffaele Lippi da Pontecchio Marconi, di recarsi nelle missioni della Cina, preparandosi allo scopo a Roma nel Convento di San Bartolomeo all’Isola Tiberina. Nell’ottobre 1867 partì da Marsiglia alla volta della Cina.
Nell’aprile del 1868 giunse a Tayuanfu. L’anno seguente fu incaricato della cura pastorale delle comunità cristiane di Tatung. Nel febbraio 1872 fu richiamato a Tayuanfu, e nel marzo gli fu affidato l’ufficio di rettore del seminario, dove insegnò lettere e teologia.
Partecipò come segretario ai due sinodi regionali del vicariato, del 1880 e 1885, e al 3° sinodo dello Shensi. Nel 1893 fu nominato superiore e maestro dei novizi nel convento di Tun-el-Koun, eretto da mons. vescovo Gregorio Maria Grassi.
L’11 settembre 1893 fu inviato nel nuovo convento francescano di Tungerhkow. Il 7 dicembre seguente il decreto di erezione canonica del convento e del noviziato per i nativi nominò padre Facchini vicario del convento, rettore del piccolo seminario e responsabile del locale orfanotrofio. L’incarico gli fu rinnovato il 25 settembre 1896. Il 3 settembre dell’anno seguente fu richiamato a Taiyüan per assumere nuovamente la direzione e l’insegnamento nel seminario maggiore, poiché il rettore e amico padre Francesco Fogolla doveva recarsi all’Esposizione internazionale di Torino insieme con quattro seminaristi. Dopo un anno e mezzo, ceduto nuovamente il rettorato a padre Fogolla, continuò l’insegnamento in seminario fino al giugno del 1900.
Nel 1900 scoppiò la ribellione xenofoba dei Boxers, che si concretizzò non solo in atti di violenza contro gli stranieri ma anche contro i cinesi convertiti al cristianesimo. Al primo segnale della strage dei cristiani, cominciata la sera del 27 giugno 1900, padre Facchini rimase nella residenza. Il giorno seguente, obbedendo agli ordini del vicario apostolico mons. Grassi, cercò di allontanarsi da Tayuanfu su un carro. Fu catturato e fu condotto prima dal sottoprefetto, poi dal prefetto e infine dallo stesso viceré, YüHsien, e da lui rinviato al sottoprefetto, e solo a tarda sera riuscì a tornare sfinito nella sua residenza. Verso la mezzanotte del 5 luglio insieme con alcuni compagni fu trasportato in un albergo mandarinale sito al vicolo della Pace celeste, T’ien-p’inghsiang. Di là, il giorno 9 luglio, assieme a due seminaristi fu trattenuto qualche tempo nella sala degli ospiti. alla fine fu portato in carcere e quindi subito condotto al tribunale del viceré, dove era appena terminato il massacro dei suoi compagni, e anche lui, fu giustiziato.

(in foto) La ricorrenza del Santo è il 9 luglio, giorno del martirio; per ricordare Sant’Elia, la città natale ha eretto di fianco alla chiesa un monumento in bronzo opera del prof. Luigi Mattei, che venne solennemente inaugurato il 10 ottobre del 2005.

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