GIUSEPPE CONTRI…PER TUTTI L’ALPINO!
Un “Amarcord” piacevole quello che oggi ci propone Andrea Gilli
Maggio 1929, nasceva a Cento Giuseppe Contri per tutti l’alpino (in realtà Alpino non lo era è mai stato ma era di casa tra i «bocia» di Vipiteno) noto a tutti come “Pupo”, la cui vita fu costellata di imprese che trovarono risonanza sui maggiori quotidiani nazionali.
Da manovale edile disoccupato, nel tentativo di aiutare la famiglia in difficoltà economica con i premi del programma, scrisse alla Rai per partecipare a Lascia o raddoppia?. La materia scelta per il quiz era strettamente legata alla sua passione per la montagna: le Alpi italiane. Non ricevendo risposta, verso la metà di dicembre del 1958 partì a piedi per Milano. Sfumato ogni tentativo di farsi ricevere negli studi Rai, decise di compiere un’azione clamorosa per attirare l’attenzione di Mike Bongiorno, popolarissimo conduttore della trasmissione; scalare in pieno giorno la parete dell’edificio in piazza San Babila dove, al settimo piano, abitava il celebre presentatore.
Sull’esito di questo gesto le fonti dell’epoca si dividono: secondo il periodico “la Piazza” (nr. 11 marzo 1988, pag. 12) l’iniziativa ebbe successo e la sera stessa Contri fu invitato come ospite in studio; al contrario, il quotidiano La Stampa (03/01/1959, pag. 4) riportò che la prodezza non gli servì nemmeno a ottenere l’ingresso in Rai o un colloquio con i dirigenti. Quale che sia il giusto epilogo è ancora in attesa di riscontri sta di fatto che da Milano — un po’ a piedi e un po’ in autostop — con i pochi soldi raggranellati con una colletta fra il pubblico che aveva assistito alla sua scalata si portò a Roma con un nuovo obiettivo: partecipare al Musichiere, con la dichiarata intenzione di scalare l’antenna della TV a Monte Mario pur di farsi ammettere al gioco, senza ottenere però alcun risultato. Nel 1963 salì sulla Cima di Punta Telegrafo, la terza vetta più alta della catena del Monte Baldo a quota 2.200 metri, e vi piantò una croce e una lapide alla memoria di John Kennedy, assassinato pochi giorni prima a Dallas. Il Consolato Americano di Firenze rese partecipe la famiglia del defunto presidente, la quale ringraziò poi con una lettera vergata a mano.” Questo fatto lo portò, negli anni successivi, a coltivare una nuova passione: scrivere a tutti i “grandi” della Terra per arricchire la sua collezione di lettere e autografi.
Tra i tanti personaggi illustri che gli risposero si ricordano:
François Mitterrand, Presidente della Repubblica Francese;
Il Generale di Corpo d’Armata Costantino Berlenghi, Comandante Generale della Guardia di Finanza;
I Reali del Belgio;
Yitzhak Rabin, Primo Ministro di Israele (insignito del Premio Nobel per la pace nel 1994 e assassinato nel 1995);
Ronald Reagan, 40º Presidente degli Stati Uniti d’America;
George H. W. Bush, 41º Presidente degli Stati Uniti d’America;
Michail Gorbačëv, Segretario Generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica;
Maria José del Belgio, ultima Regina consorte d’Italia e moglie di Umberto II di Savoia;
Il Generale di Corpo d’Armata Luigi Federici, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri.
Giuseppe Contri, lavorò per molti anni alla Fiat Trattori nello stabilimento di Cento, rimase celibe e alla sua morte, avvenuta il 10 agosto 1997, la sua straordinaria collezione di lettere e autografi non ci è dato sapere chi l’abbia in custodia
