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IL PESO DEI CONFLITTI

By on Agosto 30, 2026 0 18 Views

… di Luca Rinaldi

Sono Luca, un semplice ragazzo di Cento. E come a molti di voi, ad Agosto mi succede qualcosa di quasi fisiologico: sento il bisogno viscerale di staccare la spina, di scappare per un attimo dalla routine centese e ricaricare le batterie altrove. È una fuga temporanea, necessaria per riordinare i pensieri. Ma poi si torna sempre. Torno perché amo Cento, amo la sua comunità e sono profondamente legato alle mie origini. Ed è un sentimento che so di condividere con chiunque stia sfogliando queste pagine. Per noi centesi, Settembre non è semplicemente la fine dell’estate: è una sorta di “Gennaio 2.0”. È il mese della svolta, il momento in cui tutto ricomincia, le energie si rinnovano e la voglia di ripartire si traduce concretamente nelle nostre manifestazioni storiche, prime tra tutte la Fiera di Cento e il Settembre Centese. Sono eventi che vanno ben oltre il semplice intrattenimento: rappresentano il collante sociale della nostra città, quei giorni speciali in cui ci si ritrova nelle piazze, si riscopre il senso di appartenenza e ci si sente davvero a casa.

Eppure, sotto la superficie di questa ripartenza, c’è un però ingombrante che non possiamo più fare finta di non vedere. La domanda che mi pongo – e che penso molti si pongano in silenzio – è semplice: quanto potrà durare tutto questo? Per quanto tempo ancora le tradizioni che tengono viva la nostra comunità potranno resistere se le basi su cui poggiano continuano a incrinarsi?

La preoccupazione sale ogni giorno di più di fronte al progressivo inasprimento dei rapporti tra la Pro Loco di Cento e l’Amministrazione Comunale. Da cittadino, mi ritrovo a osservare una sterile faida che sembra un perenne scontro tra un ipotetico Davide ed un Golia istituzionale. Una dinamica che genera soltanto confusione, disorganizzazioni e tensioni, senza portare ad alcun risultato concreto se non quello di logorare il nostro patrimonio culturale e sociale. In questo palcoscenico di contrapposizioni io non mi riconosco più, ed è arrivato il momento di dirlo con chiarezza: in questa diatriba, l’unico a perdere è il cittadino centese. Chi vive questa città non è interessato a capire chi debba piantare la bandierina del primato; vuole soltanto vedere Cento splendere, viva, accogliente e orgogliosa della propria storia.

Serve comunicazione vera, trasparente e costruttiva. È tempo che le parti in causa facciano un passo indietro e tornino a mettere al primo posto l’unico obiettivo che conta davvero: il bene di Cento. Sfogliando il catalogo del “Settembre” di Cento firmato dalla Pro Loco, mi ha colpito la frase del Presidente che invita a “sperare in tempi migliori”. È un bell’augurio, e sì, io ci spero con tutto il cuore perché l’amore per la mia terra è forte. Ma ad essere del tutto franco, guardando lo scenario attuale, faccio davvero fatica a crederci. I tempi migliori non arrivano per caso: si costruiscono con il rispetto reciproco e la volontà (Comune) di lavorare per la stessa città.

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