il ritorno di Paolo Fava… C469: UN’IDEA CHE APPARTIENE A CENTO
Era davvero da tanto tempo che i media locali non registravano un intervento dell’ex Sindaco di Cento, Paolo Fava. Oggi lo fa, intervenendo nel dibattito che si è creato attorno al mistero C469.
Così Fava: “Mi fa piacere che un’intuizione nata alcuni anni fa sia oggi al centro del dibattito cittadino.
Dopo la chiusura del Punto Nascite dell’Ospedale di Cento mi resi conto che nessun bambino nato in futuro avrebbe più avuto C469 nel proprio codice fiscale. Non ci sarebbero stati altri centesi nati a Cento. Da lì nacque l’idea di valorizzare quella sigla come simbolo di appartenenza alla nostra città.
Da allora ho utilizzato C469 come descrizione del mio profilo WhatsApp e ne ho parlato pubblicamente in più occasioni. Con piacere ho visto che quella sigla veniva adottata da altri: gli Old Lions della Benedetto XIV l’hanno stampata su una maglietta; oggi un gruppo civico l’ha scelta come nome di una lista elettorale.
Poi accade un fatto curioso. Il 18 giugno Diego Contri deposita la domanda di registrazione del marchio C469 e oggi sostiene che quella sigla non possa essere utilizzata da altri.
Leggendo la domanda, mi ha fatto sorridere una frase: “Il marchio consiste nella dicitura di fantasia C469”. Se davvero fosse una dicitura di fantasia, bisognerebbe avvisare il Catasto, l’Agenzia delle Entrate e le migliaia di centesi che da decenni trovano proprio C469 nel loro codice fiscale.
Naturalmente chiunque è libero di chiedere la registrazione di un marchio. Sarà l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi a stabilire se una sigla che identifica ufficialmente il Comune di Cento possa diventare appannaggio di un singolo.
Non mi interessa entrare nella polemica politica né stabilire chi debba usare questa sigla. Mi interessava semplicemente ricordare come è nata questa idea e constatare che, quando un simbolo viene adottato spontaneamente da un’intera comunità, difficilmente può diventare monopolio privato”.
