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IN FUGA DALLA LEGA VERSO…VANNACCI

By on Febbraio 20, 2026 0 39 Views

Gli ormai ex leghisti Luca Cardi ed Alex Melloni annunciano il passaggio in massa di 30 simpatizzanti Lega al nuovo progetto politico del generale Vannacci.

Si è trattato di un vero fulmine a ciel sereno per la sezione locale della Lega Salvini Premier: il 18 Febbraio il segretario cittadino Luca Cardi ha ufficializzato la sua uscita dal partito. Contestualmente anche il consigliere comunale Alex Melloni ha rassegnato le dimissioni dal partito, revocando l’adesione al gruppo consiliare della Lega. Insieme a loro hanno lasciato anche altri militanti, facendo venire meno il numero minimo previsto dal regolamento per mantenere attiva la sezione locale. Per la prima volta da anni, la Lega a Cento, non risulta quindi più rappresentata né in consiglio comunale né a livello politico territoriale. Secondo quanto comunicato dagli stessi dimissionari, una trentina fra militanti e sostenitori li seguiranno nel nuovo percorso e quindi non rinnoveranno l’iscrizione alla Lega per il 2026. “E a breve – aggiungono i due – annunceremo nuove adesioni sul territorio provinciale”.

Alla base della decisione, spiegano gli ex dirigenti locali, vi sarebbero profonde divergenze con la struttura regionale e provinciale del partito. Nel mirino il metodo di lavoro del segretario regionale Matteo Rancan e della segreteria provinciale di Ferrara, ritenuta responsabile di aver compromesso il rapporto di fiducia con chi ha operato sul territorio per dodici anni. “Negli scorsi mesi — dichiarano — il rapporto con la dirigenza si è incrinato in modo profondo. Quando abbiamo chiesto un confronto diretto sulle prossime elezioni amministrative, siamo stati liquidati in pochi secondi, senza un reale spazio di dialogo. Un episodio che rappresenta bene il livello di attenzione riservato alla base militante”.

Tra le criticità segnalate anche la mancata consegna delle tessere da militanti ad alcuni iscritti attivi, nonostante l’impegno e la disponibilità dimostrata, definito “un segnale simbolico ma fondamentale di appartenenza venuto meno”, oltre a impegni che — sostengono — non avrebbero trovato riscontro concreto. Secondo i dimissionari, questo modello organizzativo starebbe progressivamente allontanando persone motivate e svuotando il lavoro della base: “Un partito non si mantiene vivo con cerchie ristrette e decisioni calate dall’ alto, ma con rispetto, coerenza e riconoscimento per chi lo costruisce ogni giorno”. Gli ex esponenti leghisti annunciano ora il passaggio verso l’area politica ispirata al generale Roberto Vannacci, aderendo al progetto di Futuro Nazionale: “Non si tratta di un cambio di sigla, ma di un nuovo inizio. Lasciamo un partito di governo per contribuire alla costruzione di una proposta politica chiara, coerente e radicata, capace di parlare ai cittadini con linguaggio diretto e obiettivi concreti. Il nostro impegno prosegue con ancora maggiore determinazione — concludono — per portare sul territorio un modello politico fondato su responsabilità, identità, merito e presenza reale tra le persone. Apriremo da subito un percorso di confronto per coinvolgere nuovi attivisti e amministratori”.

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