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LIVIA CAVALIERI NOBILDONNA D’ALTRI TEMPI

By on Agosto 9, 2026 0 82 Views

Ottant’anni fa lasciava la vita terrena Livia Cavalieri Gallerani, una figura di straordinaria sensibilità e lungimiranza la cui memoria rimane indissolubilmente legata alla città di Cento. Nobildonna d’altri tempi ma mossa da uno spirito civico di rara modernità, scelse di trasformare il proprio distacco dal mondo in un ultimo, definitivo atto d’amore per la sua comunità; attraverso le sue precise volontà testamentarie dispose del proprio patrimonio con generosità, gettando le basi per la nascita del ⁠Pensionato Cavalieri.

Andrea Gilli ci racconta che…il Pensionato “Cavalieri” nacque nell’agosto del 1946, all’indomani del 9 agosto — data della scomparsa dell’omonima nobildonna centese — in conformità alle sue disposizioni testamentarie.

Livia Cavalieri Gallerani, nacque a Cento il 13 marzo 1875, nel 1900 sposò Celso Gallerani, trasferendosi nell’abitazione del marito nel centro cittadino, rimasta vedova, senza figli decise di lasciare il proprio palazzo di corso Guercino 6 e molte sostanze, comprese delle terre, per la creazione dell’ospizio; il nipote Pio Gallerani, in qualità di esecutore testamentario, diede fedele esecuzione alle sue volontà curando la transizione dei beni e l’avvio burocratico dell’ente.

Il 10 agosto 1948, con Decreto del Presidente della Repubblica n. 1649, la struttura venne eretta in Ente Morale, un passaggio fondamentale che permise di proteggere legalmente il patrimonio del lascito e di gestirlo in modo autonomo e perpetuo.

L’originaria finalità della fondatrice era l’accoglienza di donne nubili, sole e bisognose che, con il passare degli anni, rimanevano prive del conforto e del supporto della famiglia d’origine, non era esclusa altresì la possibilità di ospitare, nei limiti dei posti disponibili, anche donne che non si trovassero in stato di bisogno, dietro pagamento di una retta. Inizialmente la struttura ospitò solo tre ospiti, poiché la maggior parte dei locali era occupata da inquilini tutelati dal blocco degli affitti; fu possibile poi aumentare il numero delle ospiti grazie a lavori di ristrutturazione. All’inizio degli anni Sessanta, grazie ai proventi della vendita dei terreni ereditati, fu avviato il restauro più consistente con la costruzione di un secondo edificio nel giardino interno, che portò la capienza a 30 ospiti. Nel 1995 venne recuperata l’area cortiliva interna: si scelse di rinunciare all’orto in favore di un giardino con sbocco su via Ugo Bassi, offrendo così maggiori opportunità di svago e di stimolo alle ospiti.

Sorto come fondazione di diritto privato senza scopo di lucro in seguito D.Lgs. 460/1997 ottenne la qualifica di ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale)

Per oltre 45 anni la gestione interna si è avvalsa del supporto delle Suore Serve di Maria di Galeazza che svolgevano un ruolo centrale di direzione, coordinando capillarmente il lavoro quotidiano delle inservienti laiche pianificando i turni di assistenza, supervisionando la preparazione dei pasti in cucina, organizzando i servizi di pulizia e lavanderia. Dal luglio 1999, la fine del loro servizio ha richiesto una totale riorganizzazione del personale; tra le lavoratrici laiche, tuttavia, non si ricordano lamentele o particolari rimpianti, ma piuttosto giubilo, entusiasmo e soddisfazione.

La struttura all’atto della domanda accetta esclusivamente persone che sanno gestirsi da sole; qualora però una residente si ammali e perda l’autosufficienza dopo l’ingresso, non viene dimessa poiché l’istituto dispone di un piccolo reparto destinato alla loro assistenza continua.

Negli ultimi anni, mirati interventi di ristrutturazione hanno permesso di adeguare l’intera struttura alle normative vigenti e di modernizzarne gli ambienti; oggi la Fondazione opera come struttura socio-assistenziale nel pieno centro storico di Cento. Questa collocazione centrale consente agli ospiti di mantenere un contatto diretto con la comunità, partecipando idealmente a eventi come il mercato settimanale, la fiera o al carnevale anche se quest’ultimo, a causa dell’elevato inquinamento acustico e dell’affollamento è forse percepito più come una fonte di disturbo e disagio.

In linea con la Riforma del Terzo Settore – che ha abrogato la qualifica di ONLUS e soppresso la relativa Anagrafe Unica – l’ente ha completato con successo la transizione nel nuovo sistema, assumendo la veste giuridica di ETS (Ente del Terzo Settore).

Dal gennaio 2026, ma non ho trovato una data certa, la struttura è qualificata come Ente del Terzo Settore e ha come obiettivo l’accoglienza e l’assistenza di uomini e donne anziani; le camere, climatizzate, sono quasi tutte singole e dotate di servizi igienici privati. I servizi ausiliari di cucina, lavanderia, stireria e pulizie sono gestiti internamente da personale qualificato, formato da professionisti in ogni settore: OSS, infermiere, cuoche ed assistenti assicurano agli ospiti la massima qualità nei servizi, le attenzioni, il sostegno e le cure necessarie, in base alle specifiche esigenze. L’istituto dispone inoltre di una cappella interna dove viene celebrata la messa dai Frati Cappuccini della Rocca, che offrono assistenza religiosa agli ospiti.

Per arricchire l’offerta assistenziale agli ospiti sono stati implementati diversi progetti dedicati, come la Musicoterapia, (interventi mirati che utilizzano il canale sonoro-musicale per stimolare la memoria, favorire l’espressione emotiva e migliorare il benessere psicofisico, cognitivo ed emotivo) e la Ginnastica dolce (sessioni di movimento lento e controllato progettate per preservare le capacità motorie residue, mantenere la mobilità, l’equilibrio e la coordinazione, prevenendo il rischio di cadute)

È inoltre in fase di studio l’attivazione di un Servizio di Accoglienza Diurna e di Progetti di Sollievo, pensati come soluzioni flessibili o temporanee per alleggerire il carico assistenziale (caregiver burden) delle famiglie.

La gestione della Fondazione è affidata a un Consiglio di Amministrazione (CdA) e al personale dipendente. Il CdA è composto da un successore della fondatrice e da membri di nomina istituzionale, designati dal Comune di Cento, dalla Diocesi di Bologna e dalla Parrocchia di San Biagio.

in foto 1 – Livia Cavalieri 13 marzo 1875 – 9 agosto 1946

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