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OLINDO MALAGODI, CENTESE, GIORNALISTA, POETA E…SENATORE

By on Gennaio 29, 2026 0 28 Views

Il 29 gennaio del 1934  moriva improvvisamente a Parigi il senatore Olindo Malagodi.

La “penna” di Andrea Gilli oggi ricorda….Olindo Malagodi, nato a Cento il 28 gennaio 1870 da Tommaso e da Ludgarda Luminasi; fu una fra le più schiette, fresche e immediate voci di giornalista e di poeta che si siano udite alla fine dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento. Laureatosi in lettere presso l’Accademia scientifico-letteraria di Milano (1893), consacrò subito la sua larga erudizione e il ben disciplinato acume critico alla soluzione dei problemi sociali e politici, fondando a Reggio Emilia il primo giornale socialista “Il punto nero”. Fervente assertore delle idee più avanzate, incontrò serie difficoltà per l’accanita ed ardente battaglia giornalistica ingaggiata, per cui fu amaramente costretto ad uscire dall’Italia, per sottrarsi all’arresto.

Nel 1895 si trasferì a Londra, dove lavorò come corrispondente dapprima del quotidiano radicale di Milano Il Secolo, poi del giornale romano “La Tribuna”, attraverso la quale caldeggiò la politica di Giovanni Giolitti. Il soggiorno in Inghilterra gli consentì di ampliare il suo orizzonte politico e culturale e nel volgere di qualche anno maturò l’abbandono dell’ideologia socialista e l’approdo a un liberalismo dapprima avanzato, quindi più orientato in senso conservatore.

Nel 1904 si sposò a Londra con Gabriella Ester Levi, dalla quale ebbe due figli: Giovanni Francesco, futuro leader del Partito Liberale nonché Ministro del Tesoro e Presidente del Senato, e Ottavia Marcella.

 A Londra egli restò fino al 1910, vale a dire per oltre quindici anni; in quell’anno, essendosi ritirato dalla direzione del “La Tribuna” il senatore Luigi Roux, fu chiamato a sostituirlo. Come direttore del giornale romano egli non fece che accentuare le stesse qualità che aveva rivelate come corrispondente, affrontando le questioni nella loro sostanza e cercando di persuadere il suo pubblico più che con lo splendore della parola, con la forza del ragionamento.

Con Giolitti ebbe rapporti così frequenti che, con lo stesso consenso di lui, pubblicò Le memorie di Giolitti. Fu legato a Giolitti durante tutta la fase della sua attività giornalistica ed in modo particolare durante il periodo della neutralità e della guerra. Nel 1913 si presentò, in seguito alle dimissioni dell’on. Giorgio Turbiglio, candidato alle elezioni politiche del collegio di Cento, con esito sfavorevole. Nominato senatore nel 1921, abbandonò nel 1923 la direzione del “La Tribuna” essendo state ormai la sua ideologia e il suo partito completamente superati dalla rivoluzione delle camicie nere. Continuò, tuttavia, ad esercitare la sua professione di giornalista, inviando corrispondenze al giornale “La Nacion” di Buenos Aires, al quale rimase fedele per oltre vent’anni.

Trascorse gli ultimi anni della sua vita a Parigi, dove morì a causa di un ictus nel 1934, all’età di 64 anni.

Semplici ed austeri furono i suoi funerali; la salma giunse da Parigi a Roma accompagnata dal figlio dott. Giovanni Francesco, posta su un carro funebre di prima classe, sormontato dalle corone dei soli congiunti, si mosse, seguita da familiari ed un largo stuolo di amici e di estimatori, per arrivare a piazza Tiburtina dove il lungo seguito si disperse lasciando che solo i parenti più stretti accompagnassero l’estinto al Campo Verano dove venne tumulato.

Olindo Malagodi pubblicò varie opere in prosa e in poesia e di indole politica. Ricordiamo: Favola di un vespero, versi, Nuova Antologia, 1905; Canzoni erranti, versi, Nuova Antologia, 1906; Imperialismo: Studi di ambiente inglese, 1901; Il focolare e la strada, 1904; Calabria desolata, 1905; Un libro di versi, 1908 ; Madre nostra, raccolta di poesie, 1914; La figura e l’opera di G. Giolitti, in G. Giolitti, Memorie della mia vita, Milano 1922, “Nonni, padri e nipoti, novelle” 1925,  Poesie vecchie e nuove (1929), Conversazione della guerra 1914-1919 (pubblicata, secondo la sua volontà riportata nel testamento, nel 1960 poiché in precedenza i protagonisti erano ancora in vita).

Il 25 gennaio del 1970, per i festeggiamenti del centenario della nascita,  la “Famé Zenteisa” invitò a Cento il senatore Giovanni Francesco Malagodi, primogenito di Olindo e leader del Partito Liberale. In quell’occasione Olindo Malagodi venne ricordato da Riccardo Bacchelli, scrittore, drammaturgo, giornalista, traduttore e critico teatrale italiano, tra i principali autori di romanzi storici del Novecento, nella sala del Consiglio Comunale, a cui seguì lo svelamento di una lapide in ricordo del noto concittadino sulla facciata della casa natale.

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