OLTRE MILLE FIRME PER RIPORTARE IL TRENO
In appena due settimane dall’avvio della raccolta firme, il Comitato Ferrovia Pianura del Reno ha superato quota 1.000 sottoscrizioni a sostegno della richiesta di riportare il tema del collegamento ferroviario del Centese al centro dell’agenda politica.
Un risultato significativo, che i promotori accolgono con soddisfazione ma senza trionfalismi.
“Le firme non sono un punto di arrivo, ma un segnale”, spiegano dal Comitato. “Ci dicono che molte persone condividono l’idea che sia arrivato il momento di tornare a discutere seriamente del futuro infrastrutturale del nostro territorio.”
La campagna sta proseguendo con un’intensa attività sul territorio. In queste settimane i volontari sono presenti nei mercati, nelle manifestazioni e negli eventi pubblici – dall’ IV Tempo Festival fino alla prossima Fiera delle Pere – affiancati da una rete di esercizi commerciali che hanno scelto di sostenere l’iniziativa. Oggi è possibile firmare la petizione in oltre 40 negozi tra Cento e le frazioni e in 20 attività commerciali di Pieve di Cento, una rete destinata ad ampliarsi nelle prossime settimane.
Il Comitato ribadisce il messaggio che aveva accompagnato l’incontro pubblico “Una locomotiva senza binari”, da cui è nato questo percorso: il tema della ferrovia non riguarda la nostalgia per un’infrastruttura scomparsa, ma la capacità del territorio di immaginare il proprio futuro.
“Per troppo tempo ci siamo abituati a considerare l’assenza del treno come una condizione inevitabile. Noi crediamo che non lo sia. Pensare a un collegamento ferroviario significa parlare di mobilità sostenibile, di opportunità per studenti e lavoratori, di competitività per le imprese e di qualità della vita. Significa, soprattutto, scegliere di guardare avanti.”
Il Comitato è consapevole che la strada sarà lunga e che una raccolta firme, da sola, non basta a cambiare le cose. Ma ritiene altrettanto importante ricostruire un dibattito pubblico su un tema che per decenni è rimasto ai margini.
“Se c’è una convinzione che ci ha accompagnato fin dall’inizio è questa: i territori escono dall’immobilismo solo quando tornano ad avere il coraggio di immaginare il futuro. Anche quando sembra difficile. Anche quando qualcuno lo considera un sogno. Le grandi trasformazioni iniziano quasi sempre così.”
La raccolta firme proseguirà nelle prossime settimane nei banchetti organizzati dal Comitato e presso tutti i punti aderenti, con l’obiettivo di coinvolgere un numero sempre più ampio di cittadini e portare alle istituzioni una richiesta forte, concreta e rappresentativa dell’intero territorio.
