PASCOLI: LE NUOVE SCUOLE DI CENTO
Era il16 luglio del 1912 quando iniziò la costruzione delle nuove e monumentali scuole dell’ordine elementare di Cento, nate dall’esigenza di riunire in un unico, moderno plesso tutte le scuole della città, fino ad allora frammentate in sedi piccole e inadeguate.
Con Andrea Gilli scopriamo che…la dicitura “Scuole dell’ordine elementare”, termine storico e tradizionale utilizzato in Italia per indicare la scuola primaria, è ancora oggi leggibile sull’architrave del portone d’ingresso. L’edificio, che sorse sull’area precedentemente occupata da alcune vecchie case, fu progettato dall’ingegnere comunale Giuseppe Samaritani e dall’architetto Giuseppe Costa. I lavori vennero affidati alla ditta Corniani di Mantova per un importo di 300.000 lire. Al termine del cantiere, lo stesso ingegner Samaritani fotografò l’esterno della struttura per documentarne la conclusione.
La scuola fu inaugurata il 23 novembre 1914 senza cerimonie ufficiali. Pochi giorni dopo, il 28 novembre 1914, il Consiglio Comunale deliberò, su proposta del consigliere Ercole Bucco, di intitolare l’edificio e l’antistante piazzale della Rocca alla memoria del concittadino Ugo Bassi; l’anno successivo il plesso fu definitivamente intitolato a Giovanni Pascoli, nome che conserva ancora oggi.
L’edificio sorge in una zona strategica, un tempo al limite tra la campagna e il centro abitato, e presenta due facciate principali. Quella rivolta verso il Castello della Rocca ospita l’ingresso principale, impreziosito da un monumentale fregio sul frontone attribuito allo scultore Giuseppe Zacchini, la facciata opposta, originariamente affacciata sulla campagna, è dotata di un secondo accesso, questa duplicazione degli ingressi rispondeva all’antica esigenza scolastica di separare la popolazione studentesca maschile da quella femminile.
Dal punto di vista stilistico, il fabbricato si distingue per un’imponente architettura in stile Liberty-Umbertino, tipica dell’inizio del Novecento. Il design si sviluppa su un andamento prevalentemente orizzontale, sottolineato dalla linea marcapiano e dalla precisa simmetria delle finestre sui due piani; le finestre del piano rialzato sono sormontate da una chiave di volta decorativa, un mascherone che raffigura un volto umano; la presenza di un copricapo o di un elemento a canestro sulla sommità richiama la figura di una canefora, antica custode della casa ma che qui assume un significato pedagogico, celebrando l’istituto scolastico come luogo deputato a dispensare il nutrimento intellettuale agli studenti.
Durante la prima guerra mondiale vennero utilizzate come ospedale militare dove venivano alloggiati i feriti in combattimento.
Per garantire la sicurezza degli studenti l’intero perimetro fu originariamente delimitato da una maestosa cancellata in ferro; questa venne rimossa nel 1942, in base alla legge sulla raccolta del ferro dell’8 maggio 1940, per essere consegnata allo Stato; con una delibera varata dal consiglio comunale nelle sedute del 17 e 18 giugno 1980, tale cancellata fu ricostruita. Nel mese di febbraio del 1982, le scuole Giovanni Pascoli riacquistarono una recinzione fedele all’originale, realizzata in ferro pieno e lavorato. A ricordo di questa vicenda, una targa commemorativa è stata posta a lato del cancello principale.
Nell’immediato dopoguerra della seconda guerra mondiale venne aggiunto un padiglione che trasformò la pianta dell’edificio in una “F”; questa forma è il motivo per cui in molti sono convinti che si tratti di un’opera fascista.
Un momento cruciale della storia recente del complesso è legato ai terremoti del 20 e 29 maggio 2012. Le forti scosse danneggiarono gravemente l’edificio storico, rendendo necessari urgenti interventi di messa in sicurezza. Successivamente, dopo il rilascio dell’autorizzazione sismica, il 27 settembre 2018 la Regione ha approvato la congruità economica per il piano di recupero, per un importo complessivo di 1.984.827 euro. La scelta della destinazione d’uso però, accese un forte dibattito locale, molti cittadini e alcune forze politiche del territorio si opposero alla linea della giunta proponendo soluzioni alternative per valorizzare la struttura situata in centro. L’area era ed è caratterizzata da una carenza di parcheggi e da criticità di traffico con un costante pericolo per la sicurezza dei bambini a causa del caos automobilistico quotidiano davanti al plesso. Tra le proposte alternative vi era la creazione di un polo unico per gli uffici comunali e la biblioteca civica, un’opzione pensata per centralizzare i servizi e azzerare la frammentazione degli sportelli sul territorio, alcuni dei quali erano dislocati fino a Renazzo.
L’Amministrazione comunale dell’epoca, per delegittimare le scelte della precedente amministrazione, scelse di mantenere la storica vocazione scolastica della struttura. Portati a termine i lavori di adeguamento, l’edificio ha così riaperto le porte agli alunni il 13 settembre 2021, in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico”.
