PINA AGOSTINA BITELLI…FONDAMENTALE CONTRIBUTO CULTURALE DELLA CITTA’
Il 6 settembre del 1985 spirava in Cento Pina Agostini Bitelli (in foto), soprano, direttore di coro e scrittrice.
Grazie ad Andrea Gilli andiamo a conoscere il personaggio….
Pina Bitelli nacque a Cento il 23 gennaio del 1893; , ancora giovanissima iniziò gli studi musicali nella scuola di musica centese e successivamente al Conservatorio “Giovanni Battista Martini” di Bologna sotto la guida del maestro Giuseppe Arrigoni approfondendo il repertorio lirico del settecento e dell’ottocento come imponeva il tradizionale piano di studi della scuola.
Nel 1914 vinse, come soprano, il concorso per giovani cantanti indetto a Parma da Cleofonte Campanini. Debuttò nello stesso anno a Ferrara con la Wally, e subito dopo cantò nella Bohéme pucciniana: due successi che le valsero l’immediata scrittura per una importante tournée in America, che ella però sciolse per unirsi in matrimonio all’ing. Agostini di Verona stabilendosi nella medesima città. In seguito si dedicò solo alla musica concertistica.
Nel 1920, dopo aver conosciuto a Bologna il direttore di cori Vittore Veneziani, sotto la cui preziosa guida apprese l’arte del canto corale, entrò a far parte del gruppo madrigalistico “I Cantori Bolognesi”. Nel 1923 inter¬pretò al Vittoriale, dietro in¬vito e alla presenza di Gabriele D’Annunzio, accompagnata al piano dall’autore, “La sera fiesolana” di Alfredo Casella su versi del poeta che ne rimase colpito e commosso tanto che la soprannominò “Madonna Spinella” e le dedicò una fotografia con la frase: ” A Madonna Spinella Agostini che rinnovella in me l’antico verso – Dolce cantare spegne ciò che nuoce.-”
Nel 1938 fondò il coro femminile Le Cantatrici Veronesi che si esibì con successo ma che si sciolse a causa degli eventi bellici. Il repertorio era costituito da musica polifonica antica italiana.
A guerra appena finita, nell’autunno del 1945, riunì attorno a sé un gruppo di appassionati di canto corale con i quali approfondì lo studio di musiche antiche e anche moderne di preferenza italiane: così nacquero I Cantori Veronesi che erano composti da 45 elementi.
I membri del coro non erano musicisti professionisti ma ciascuno aveva una suo lavoro per cui le circa cento ore annuali che dedicavano allo studio dei pezzi da eseguire venivano ricavate tutte dal tempo libero. Per le numerose trasferte in Italia e all’estero ricevevano praticamente solo il rimborso delle spese vive e un modesto indennizzo; nonostante ciò il coro ebbe un’attività e una fama internazionali, arrivando a collaborare anche con I Virtuosi di Roma di Renato Fasano.
Morto il marito, Pina Agostini Bitelli ritornò a vivere a Cento dove continuò a dare il suo contributo alla vita culturale della città.
Si dedicò anche alla letteratura pubblicando “La Risaia 1860” (Verona, 1961) che fu finalista del premio Leonilde Settembrini, Eleonora Duse ad Asolo e gli Zii Pierin con lettere inedite dell’attrice (Padova, 1958), Diario di guerra di una massaia: Verona, luglio 1943 – aprile 1945 (Cento, 1971), I miei amici musicisti (Cento, 1973) e vari racconti pubblicati sul Resto del Carlino.
Nel 1981, in suo onore, Ugo Montanari, Presidente del Comitato di gestione del Teatro Comunale “Giuseppe Borgatti” di Cento, istituisce il “Coro Pina Agostini Bitelli”
Si spense in Cento il 6 settembre del 1985 e riposa a fianco del marito a Verona, città prodiga per lei di gloria e fama.
Il Comune di Cento in suo onore indisse un convegno che si tenne il 5 ottobre 2001 dal titolo: “Pina Agostini Bitelli, canti, voci, parole”; Nel 2013 gli venne dedicata una via nel quartiere di Penzale
