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QUANDO LE PAROLE DIVENTANO PERICOLOSE

By on Gennaio 18, 2026 0 13 Views

Come diceva Wittengstein “le parole sono azioni” e, sicuramente, quanto raccontato alla stampa da Francesca Caldarone non lascia nulla all’immaginazione.

Così Caldarone: “sotto un mio articolo dedicato al tema della sicurezza a Cento è comparso un commento che non può essere archiviato come una semplice provocazione.

Nel dibattito è stato richiamato l’uso delle chiavi inglesi, un metodo di violenza politica storicamente utilizzato da ambienti dell’estrema sinistra contro persone di destra o ritenute non allineate. A quel riferimento, un utente ha risposto pubblicamente con queste parole: “purtroppo ne abbiamo usate poche bisogna ripartire uno è scappato”.

Per la Capogruppo FdI….”queste frasi non sono casuali.

Richiamano un immaginario preciso, una stagione di odio reale, nella quale la violenza contro l’avversario politico veniva praticata e giustificata.

Il fatto grave è che questo linguaggio viene ancora oggi utilizzato contro chi è di destra, come se evocare l’eliminazione fisica dell’avversario fosse qualcosa di accettabile, minimizzabile, persino ironico.

Il problema non è il singolo commento, ma il messaggio che passa: l’idea che la violenza politica possa essere ancora evocata nello spazio pubblico senza suscitare una condanna netta.

Un messaggio che alimenta un clima di odio sempre orientato nella stessa direzione.

Una comunità democratica dovrebbe riconoscere immediatamente il pericolo di parole come queste.

La sicurezza di una città non riguarda solo le strade, ma anche il linguaggio che si tollera nel dibattito pubblico.

Perché ogni deriva violenta inizia quando certe parole smettono di scandalizzare”.

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