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UN CENTESE… IN QUEL DI RAVENNA!

By on Novembre 20, 2025 0 37 Views

MARCO PELLIZZOLA…Venti anni di opere pubbliche, tra creatività e formazione

L’ Accademia di Belle Arti di Ravenna presenta il Catalogo L’Altro Mosaico – Venti anni di opere pubbliche, tra creatività e formazione – a cura di Massimo Bignardi, edito da Maretti, venerdì 28 novembre presso l’Auditorium del Polo delle Arti di Piazza Kennedy, 7 a Ravenna, sotto l’egida della Biennale del Mosaico Contemporaneo 2025

Il catalogo, come recita il sottotitolo, raccoglie vent’anni di opere pubbliche, tra creatività e formazione dell’artista Marco Pellizzola.

Presenzieranno la Direttrice di Accademia di Belle Arti di Ravenna, Professoressa Paola Babini, Marco Pellizzola, Massimo Bignardi, curatore del catalogo, l’Architetto Paolo Coretti e l’editore Cristian Maretti.

Marco Pellizzola, centese di origini, ma Ravennate di adozione, ricorda il suo primo emozionante incontro coi mosaici di San Vitale e Galla Placidia: “indimenticabile. Venni in gita alla metà degli anni sessanta, facevo la seconda media, vidi migliaia di stelle e una croce dorata che risplendevano in uno sfondo di tessere di pasta vitrea blu oltremare.” Ricordo, aggiunge, “reso vivido da un particolare non trascurabile, l’essere nato la notte di San Lorenzo.” Negli anni ottanta incontra di nuovo il mosaico, quello contemporaneo, frequentando alcuni amici artisti e mosaicisti di Ravenna che realizzano composizioni astratte con tessere di pasta vitrea, accostata ad altri materiali, anche su supporti tridimensionali. E ancora a Ravenna nel 2023/2024 con un workshop presso l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, in collaborazione con la rete Almagià, la cui produzione dà origine all’istallazione dal titolo “Ornitho-logica” nel contesto della Biennale di Mosaico Contemporaneo, che si ambienta, per la prima volta, nella Villa Romana di Russi. Si ispira alla Predica agli uccelli della vita di San Francesco, banderuole con uccelli che, applicando la tecnica del mosaico ceramico a una progettualità artistica contemporanea, si pone il problema della relazione dell’oggetto musivo con l’identità dei luoghi.

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