VITALI…DA CENTO ALLA SERIE A
Il 6 marzo del 1945 nacque a Cento un attaccante di puro talento: Alessandro Vitali.
Andrea Gilli oggi si occupa di sport scoprendo un vero fuoriclasse, che da Cento, raggiunse i palcoscenici della serie A calcistica.
Punta di buona tempra, generoso combattente dall’incisivo colpo di testa, possedeva le caratteristiche ideali per sfondare. Crebbe nelle giovanili del grande Bologna degli anni Sessanta, all’ombra di due compagni come Harald Nielsen ed Ezio Pascutti, venne ceduto in Serie B per fare esperienza.
Dopo una stagione al Catanzaro ed una al Catania tornò in Seria A nelle file del Lanerossi Vicenza, dove si fece conoscere nella stagione 1969/70, piazzandosi, con 17 reti, al secondo posto nella classifica marcatori dietro Gigi Riva. L’anno successivo la squadra veneta lo cedette alla Fiorentina per la cifra di 600 milioni (all’epoca cifra davvero rilevante), ma l’avventura viola gli fu amara: una pubalgia cronica ne limitò il rendimento e la squadra si salvò solo all’ultima giornata.
Dopo una parentesi poco fortunata al Cagliari, segnata dal difficile feeling con Riva, Vitali tornò a Vicenza nel 1972. Se il primo anno del ritorno fu discreto, il secondo anno passa alla storia per un episodio turbolento: Vitali si fece espellere alla prima giornata di ritorno del campionato, il 3 febbraio 1974, durante la partita Lazio-Vicenza (3-0) per aver litigato accanitamente con l’arbitro della gara (cercando anche di aggredirlo, se i compagni non lo avessero trattenuto), il signor Branzoni, un gesto che gli costò otto giornate di squalifica, poi ridotte a sei. La squadra ne sentì la mancanza e quell’anno retrocesse in Serie B.
Vi è poi una partita del campionato 1972 che vale la pena ricordare: era il 30 dicembre 1972 a San Siro, partita valida per la 12ª giornata del campionato di Serie A, Inter – L.R. Vicenza (finita 1 a 2 n.d.r.).
I due gol della vittoria berica furono segnati da Gian Paolo Galuppi (al 31′) e da Alessandro Vitali (al 41′) entrambi centesi.
Alla vigilia del campionato 1976-1977 abbandonò il ritiro di Rovereto in aperto contrasto con la Società che gli imponeva di abitare a Vicenza, ponendo fine alla sua carriera. Quel suo abbandono lasciò lo spazio per il lancio in prima squadra d’una giovane e promettente riserva di nome Paolo Rossi.
Chiuse con il calcio professionistico ma non con il calcio; infatti tornò a giocare nella Centese in promozione girone B ritrovando sia il fratello Maurizio, buon calciatore, jolly vecchia maniera, stagioni eccellenti in serie D, che Gian Paolo Galuppi.
In carriera totalizzò complessivamente 169 presenze e 43 reti in serie A e 97 presenze e 27 reti in serie B.
Un tragico destino lo aspettò il 26 agosto del 1977quando, all’età di 32 anni, alla guida di un’ Alfa Romeo 2000, si schiantò sui platani di una strada alle porte di San Giovanni in Persiceto, morendo sul colpo insieme al calciatore della Centese Giorgio Lazzari.
Ad Alessandro Vitali il comune di Cento, nel 1994, ha dedicato il campo di calcio all’interno dell’area sportiva di via Santa Liberata, oggi parco del volontariato.
Dopo una stagione al Catanzaro ed una al Catania tornò in Seria A nelle file del Lanerossi Vicenza, dove si fece conoscere nella stagione 1969/70, piazzandosi, con 17 reti, al secondo posto nella classifica marcatori dietro Gigi Riva. L’anno successivo la squadra veneta lo cedette alla Fiorentina per la cifra di 600 milioni (all’epoca cifra davvero rilevante), ma l’avventura viola gli fu amara: una pubalgia cronica ne limitò il rendimento e la squadra si salvò solo all’ultima giornata.
Dopo una parentesi poco fortunata al Cagliari, segnata dal difficile feeling con Riva, Vitali tornò a Vicenza nel 1972. Se il primo anno del ritorno fu discreto, il secondo anno passa alla storia per un episodio turbolento: Vitali si fece espellere alla prima giornata di ritorno del campionato, il 3 febbraio 1974, durante la partita Lazio-Vicenza (3-0) per aver litigato accanitamente con l’arbitro della gara (cercando anche di aggredirlo, se i compagni non lo avessero trattenuto), il signor Branzoni, un gesto che gli costò otto giornate di squalifica, poi ridotte a sei. La squadra ne sentì la mancanza e quell’anno retrocesse in Serie B.
Vi è poi una partita del campionato 1972 che vale la pena ricordare: era il 30 dicembre 1972 a San Siro, partita valida per la 12ª giornata del campionato di Serie A, Inter – L.R. Vicenza (finita 1 a 2 n.d.r.).
I due gol della vittoria berica furono segnati da Gian Pietro Galuppi (al 31′) e da Alessandro Vitali (al 41′) entrambi centesi.
Alla vigilia del campionato 1976-1977 abbandonò il ritiro di Rovereto in aperto contrasto con la Società che gli imponeva di abitare a Vicenza, ponendo fine alla sua carriera. Quel suo abbandono lasciò lo spazio per il lancio in prima squadra d’una giovane e promettente riserva di nome Paolo Rossi.
Chiuse con il calcio professionistico ma non con il calcio; infatti tornò a giocare nella Centese in Serie D ritrovando sia il fratello Maurizio, buon calciatore, jolly vecchia maniera, stagioni eccellenti in serie D, che Gian Paolo Galuppi.
In carriera totalizzò complessivamente 169 presenze e 43 reti in serie A e 97 presenze e 27 reti in serie B.
Un tragico destino lo aspettò il 26 agosto del 1977quando, all’età di 32 anni, alla guida di un’ Alfa Romeo 2000, si schiantò sui platani di una strada alle porte di San Giovanni in Persiceto, morendo sul colpo insieme al calciatore della Centese Giorgio Lazzari.
Ad Alessandro Vitali il comune di Cento, nel 1994, ha dedicato il campo di calcio all’interno dell’area sportiva di via Santa Liberata, oggi parco del volontariato.
