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DA BOLOGNA AL MARE ATTRAVERSO LA CICLOVIA DEL RENO

By on luglio 16, 2021 0 101 Views

Si è tenuta lunedì 12 luglio, presso la sede della Città metropolitana di Bologna, la conferenza stampa di presentazione del progetto della Ciclovia del Reno. Erano presenti Andrea Corsini, Assessore a mobilità e trasporti, infrastrutture, turismo, commercio della Regione Emilia-Romagna; Marco Monesi, Consigliere metropolitano con delega alla Mobilità sostenibile; Luca Borsari, Sindaco di Pieve di Cento, Vicepresidente dell’Unione Reno Galliera con delega a Pianificazione territoriale, Urbanistica, Mobilità; Giampiero Falzone, Sindaco di Calderara di Reno; Emanuele Bassi, Sindaco di Sala Bolognese e Fabrizio Toselli, Sindaco di Cento.

Prenderanno il via nel 2022 i lavori di realizzazione dei 42 km di Ciclovia del Reno ER19 che si snodano lungo l’argine del fiume Reno collegando Trebbo di Reno a San Vincenzo di Galliera per un costo di 1,6 milioni di euro, finanziati con risorse dei Fondi FSC 2014-2020. Sono sette i Comuni attraversati dal percorso: Calderara di Reno, Sala Bolognese e cinque degli otto comuni dell’Unione Reno Galliera (Castel Maggiore, Argelato, Castello d’Argile, Pieve di Cento e Galliera). Il tracciato si innesta sulla rete della Bicipolitana recentemente potenziata con l’apertura del locale reticolo della linea 6 e all’altezza della località Lippo di Calderara, grazie al ponte ciclabile in corso di ultimazione sul fiume Reno, sarà possibile raggiungere la Ciclovia del Sole – Eurovelo 7.

L’opera darà luogo a un miglioramento strutturale del tracciato, con un fondo adeguato a ogni stagione e a ogni tipo di fruitore, e faciliterà il suo utilizzo con aree attrezzate per la sosta, segnaletica e supporti informatici di servizio. Oltre a questi 42 km, la Ciclovia ER19 prevede la realizzazione di altri 68 km per raggiungere l’Adriatico collegando Bologna al mare. Si tratta di una risposta concreta alla crescente domanda di mobilità alternativa che intende però anche promuovere la frequentazione dei luoghi e favorirne la conservazione nel tempo.

La fruizione leggera del territorio, in bici ma anche a piedi, consente di “riappropriarsi” di luoghi, paesaggi, testimonianze e tradizioni, ma anche di valorizzare e incentivare attività economiche legate al turismo enogastronomico e naturalistico – evitando le negative ricadute che un aumento del traffico veicolare comporterebbe.

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