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L’ACCENTO 01 E’ IN EDICOLA… IN QUESTO NUMERO LA STORIA DI TASI!

By on febbraio 10, 2022 0 197 Views

È in edicola e nei principali luoghi di ritrovo il n1 del giornale L’Accento…in questo numero LA STORIA DI TASI.
l’Italia è ricca di maschere legate alla città, tanto da diventarne il simbolo.
Anche Cento ha adottato una propria maschera tradizionale, come inconfondibile simbolo del proprio Carnevale: TASI. L’origine della maschera risale al 1907 quando i centesi, mossi probabilmente dal tradizionale campanilismo con la vicina Pieve con il suo Barbaspein, trassero ispirazione da un singolare personaggio locale, LUIGI TASINI, da tutti conosciuto con il soprannome di TASI.
Nato a Cento nel 1812, fu per lungo tempo l’ortolano del parroco della Chiesa di San Rocco. Piccoletto di statura e con capelli biondi e ricci, era un tipo singolarissimo per umorismo, abitudini, trovate ed era un piacevole conversatore. Era un uomo semplice, ricco di humor, a cui nulla sfuggiva ed era sempre all’erta per cogliere “magagne”e per evidenziarle con bonarietà ed ironia.
Parlava tutte le lingue più strane e disparate che la sua fantasia gli sapeva suggerire e nei suoi discorsi intercalava molto spesso l’espressione dialettale “corpo d’una galena zopa!”. Vestiva nei giorni di festa con una certa eleganza ostentata e molto originale, di gusto tutto personale.
Tasi era un ortolano ma era molto abile anche in tante altre cose, soltanto però quando l’uso sproporzionato di bevande alcoliche glielo permetteva. Aveva infatti un particolare ingegno nella meccanica e poteva costruire carri mascherati e mascheroni che sfilavano durante il Carnevale nelle strade di Cento.
Viveva con la moglie Luigia che però in età avanzata decise di abbandonare, dopo l’ennesimo bisticcio per le strade e nelle osterie cittadine, andando a vivere da solo in compagnia di una volpe che portava sempre con sè tenendola al guinzaglio per le vie della città.
Tasi oggi è il simbolo del carnevale di Cento, rappresenta la coscienza dei suoi concittadini, è il centese tipo con facoltà di sparlare e sparare a zero su tutto quanto non gli va o su quanto potrebbe andare meglio. Tasi è il critico per eccellenza, a lui tutto è permesso durante il Carnevale e nei suoi testamenti nulla ha perdonato finendo per incidere anche profondamente sul modo di essere e di comportarsi della comunità centese.
La maschera di Tasi è solita aprire le sfilate carnevalesche e in diverse edizioni del Carnevale veniva realizzato un piccolo carro di apertura, in cui era collocato un mascherone raffigurante Tasi.
Ogni anno il Carnevale si conclude con il rogo del fantoccio di Tasi, che prima di essere bruciato dà lettura alla cittadinanza del proprio testamento, rigorosamente in dialetto centese, con cui la maschera dona i propri tipici capi di vestiario e l’inseparabile volpe a personaggi della città. I testamenti sono densi di giudizi in chiave satirica sui costumi, sulle persone, sulla vita della comunità locale, denunciando magagne riguardanti il governo della città e dispensando consigli e considerazioni sugli accadimenti degli ultimi periodi, non tralasciando di indicare ai centesi le cose non fatte o fatte male, con lo scopo principale di spronare a realizzarle.
Le tipiche parti del proprio abbigliamento che Tasi ogni anno lascia a personaggi della comunità locale sono: il cappello a cilindro, la camicia, la cravatta (o stricchetto), i pantaloni (le “braghe”), i bottoni, il portafoglio, il fazzoletto, le scarpe e la volpe. Ad ogni capo di abbigliamento viene ricollegata una particolare simbologia che la collega al personaggio a cui viene lasciata, per metterne in evidenza in modo satirico particolari vizi o caratteristiche.
Il testamento termina con l’atto di affidamento annuale della volpe a persona facoltosa locale che dovrà custodirla e tenerla viva per un anno, in attesa del ritorno di Tasi e del suo carnevale l’anno venturo.
Con l’intento di tenere viva la tradizione e far conoscere ai giovani la maschera centese, il Comune di Cento, la Associazione Turistica Proloco di Cento unitamente alle Segreterie didattiche delle scuole di Centoi IC 1- IC 2 e Scuole Malpighi, hanno promosso un concorso nelle scuole materne, elementari e medie del nostro Comune, con realizzazione di lavori grafici che saranno esposti nelle vetrine dei negozi e in una mostra in Rocca dedicata al Carnevale che sarà prossimamente allestita.
“Anche questo è un modo – afferma Daniele Rubino Presidente della Pro Loco – per tutelare il nostro infinito patrimonio storico e culturale” per Rubino “i ragazzi, partecipando al nostro concorso, verranno messi a conoscenza della storia che contraddistingue il nostro Carnevale e le caratteristiche della maschera che più di tutti lo impersona”.

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