L’ARCICONFRATERNITA DEL SANTISSIMO ROSARIO DI CENTO
Il 28 agosto 1846, con Breve pontificio di papa Pio IX, la Compagnia del Santissimo Sacramento sotto gli auspici del Rosario venne eretta in Arciconfraternita col privilegio del gonfalone; titolo e privilegio che per ereditarietà sono oggi mantenuti dall’antico sodalizio del Santissimo Rosario di Cento.
La venerabile Confraternita del SS.mo Rosario della terra di Cento sorse nel 1575, nel periodo del fervore controriformista che seguì il Concilio di Trento, stabilendosi inizialmente in San Biagio, presso l’altare dei Borgognoni.
Dopo soli due anni dalla nascita, il sodalizio si spostò in una struttura di proprietà: il “Rosario Vecchio” primo edificio sacro dedicato alla Beata Vergine del Rosario nella diocesi di Bologna. L’edificio, costruito a ridosso dei rampari in fondo all’attuale corso Ugo Bassi, divenne tuttavia presto inagibile e fu abbandonato a causa dell’umidità e degli smottamenti del terreno. Nell’ estate del 1630 a Cento, così come in tutta l’Italia settentrionale, la peste fece strage tra la popolazione, la confraternita del Rosario, riconosciuta l’umana impossibilità di impedire il diffondersi del contagio, fece un voto alla Vergine Maria: se l’epidemia fosse cessata, avrebbero costruito una nuova chiesa a lei dedicata. In autunno, con i primi freddi, il contagio svanì e la primavera successiva iniziarono i lavori di costruzione; la nuova Chiesa del Rosario, dal garbato stile barocco, venne inaugurata nel 1645, con una messa celebrata nella cappella gentilizia del Guercino.
Questo antico sodalizio cessò però di esistere nel periodo napoleonico (1798 – 1810) per effetto delle leggi che sopprimevano tutte le corporazioni religiose per incamerarne i beni. La chiesa rimase così priva di cure sino al 1808, anno in cui venne affidata, solo per l’officiatura, alla ricostituita Compagnia del Santissimo Sacramento; fu proprio per premiare questo impegno e per unire ufficialmente il culto dell’Eucaristia alla forte devozione mariana del luogo che papa Pio IX il 28 agosto 1846, elevò la Compagnia al rango di Arciconfraternita col privilegio del gonfalone, ponendola formalmente “sotto gli auspici del Rosario” affinché ne portasse avanti l’eredità spirituale.
Nel secondo dopoguerra, la Compagnia andò incontro a una fine naturale per l’estinzione dei membri e il progressivo abbandono delle attività, entrando in una fase di vacatio o “messa in sonno” canonica culminata alla fine degli anni ’50. Dopo questo periodo di incertezza, dovuto a una generale perdita di importanza delle confraternite sia sul piano giuridico sia pastorale, negli anni ’60 del Novecento parve a taluni opportuno rinverdire le tradizioni che avevano fatto della chiesa un centro di vita religiosa e di arte.
Un gruppo di promotori locali promosse allora la ricostituzione, in chiave moderna, dell’antico sodalizio, senza per questo esonerarlo dagli obblighi di provvedere alla conservazione del patrimonio artistico custodito nella chiesa; il 1964, nel clima del Concilio Vaticano II, vide così la rinascita della Confraternita del Rosario di Cento che — per continuità storica, spirituale e canonica con il sodalizio precedente e per diritto d’eredità (poiché i titoli pontifici rimangono legati alla chiesa e alla sua specifica dedizione confessionale) — mantenne il titolo di Arciconfraternita.
Grazie ad Andrea Gilli per la ricerca e divulgazione storica
In foto 1 – Chiesa del Rosario Volta del presbiterio la Madonna consegna il Rosario a San Domenico Giacomo Pavia 1728
2 – il moderno gonfalone processionale
3 – l’Antico e originale gonfalone ; Gonfalone a forma di un grande ombrello in taffetas di seta color rossa con ornamentazioni giallo oro, raffiguranti fiori e girali. Nella parte centrale sono dipinti ad olio la Madonna del Rosario e l’ostensorio. Nella parte inferiore il drappo termina a bandinelle con fiocchi giallo oro. Nella parte superiore un ornamento in legno intagliato e dorato con all’estremità una doppia Croce o Croce di Lorena o Patriarcale (simbolo dell’Arciconfraternita). (immagine colorata tramite intelligenza artificiale)
